Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, segna la fine del lungo periodo delle feste natalizie e offre l’ultima occasione per riunire la famiglia attorno a una tavola che deve essere allo stesso tempo ricca e confortante. Dopo i fasti eccessivi di Natale e Capodanno, il 6 gennaio pranzo della Befana assume un tono più rilassato e intimo, privilegiando i sapori della tradizione regionale e i piatti che scaldano l’anima. L’obiettivo non è stupire con l’eccesso, ma coccolare i commensali con un menù che sia un perfetto addio alle vacanze invernali, unendo piatti sostanziosi a dolci che celebrano l’arrivo della vecchietta sulla scopa.
L’inizio tradizionale: l’antipasto di chiusura
Per inaugurare il pasto, l’antipasto può richiamare i sapori del territorio, privilegiando ingredienti che non sono stati i protagonisti assoluti dei giorni precedenti. Si può puntare su qualcosa di rustico ma elegante, preparato con ingredienti che si sposano bene con il clima invernale.
La torta salata ai carciofi e pecorino
Una torta salata alta, farcita con carciofi stufati e pecorino romano grattugiato, è l’ideale. La preparazione non è complessa, e la si può cuocere in anticipo e servire tiepida. Il suo sapore terroso e la consistenza morbida del ripieno offrono un benvenuto confortante.
Polentine con fonduta e funghi
Piccole porzioni di polenta morbida, servite in ciotoline individuali, possono essere condite con una fonduta di formaggio (come la fontina o il taleggio) e funghi porcini trifolati. Questo piatto è caldo, avvolgente e rappresenta perfettamente l’idea di comfort food necessario per chiudere le feste.
Il cuore del pasto: il primo piatto robusto
Il primo piatto del 6 gennaio pranzo della Befana è tipicamente sostanzioso, quasi a voler fare scorta di calore per i mesi invernali ancora in arrivo. Si possono riscoprire paste al forno meno inflazionate o piatti della tradizione contadina.
I cannelloni di carne alla romana
Invece delle lasagne, i cannelloni rappresentano un’alternativa elegante. Vengono riempiti con carne macinata, uova e parmigiano, adagiati in una pirofila con sugo di pomodoro e besciamella, e gratinati. Questo piatto è un vero e proprio abbraccio e può essere assemblato totalmente il giorno prima, riducendo lo stress in cucina.
Il Risotto alla milanese con ossobuco (alternativa regionale)
Per chi vuole onorare la tradizione settentrionale, un risotto alla milanese, mantecato con zafferano e arricchito da una generosa noce di burro, è un’opzione di grande impatto. Accompagnato da un ossobuco cucinato a fuoco lento, questo piatto si trasforma in un primo/secondo che soddisfa ogni palato e regala un’esperienza gustativa memorabile. La preparazione richiede pazienza, ma il risultato è ineguagliabile in termini di gusto e sostanza.
Il secondo: la chiusura in bellezza e semplicità
Per la portata di carne, è consigliabile optare per un piatto che, pur essendo classico, non richieda l’impegno di un grande arrosto farcito, già protagonista dei giorni precedenti.
Spezzatino di vitello con patate e piselli
Un semplice spezzatino di vitello, cotto lentamente in umido con vino rosso, pomodoro, patate e piselli, è la soluzione ideale. La carne diventa morbidissima e il sugo può essere utilizzato per fare la “scarpetta” con del buon pane casereccio. Questo piatto ha il sapore inconfondibile della cucina della nonna ed è perfetto per una tavola conviviale e senza pretese.
Contorno: verza stufata e l’insalata di rinforzo
Come contorno, si può riproporre l’insalata di rinforzo tipica della Vigilia (cavolfiore, sottaceti, acciughe) per utilizzare gli ultimi avanzi o, in alternativa, una verza stufata e insaporita con qualche cubetto di pancetta. La verza, in particolare, è un ortaggio che esprime al meglio i sapori invernali e si abbina splendidamente ai piatti di carne in umido.
Il gran finale: i dolci della befana e i saluti
Il momento del dolce è quello più atteso dai bambini, che attendono la calza. In tavola non devono mancare i dolci legati al rito dell’Epifania.
La fugassa della Befana (tipico del Nord-Est)
In alcune regioni si prepara la fugassa (focaccia) della Befana, un dolce lievitato arricchito da canditi e frutta secca, che nasconde una fava secca. Chi trova la fava è il fortunato che paga il vino o la prossima fugassa.
Tronchetto di castagne e cacao
Per un dessert al cucchiaio, un tronchetto freddo (tipo semifreddo) a base di crema di castagne e cacao è l’ideale. Non è eccessivamente pesante, ma apporta quel sapore terroso e invernale che è il marchio di fabbrica della stagione. Questo dolce può essere preparato in anticipo e attende in freezer il momento di essere servito, consentendo di chiudere il lungo ciclo delle feste con un ultimo, dolce ricordo.