Tipologie di diete a confronto: quanto costano all’ambiente? una ricerca ad Oxford

Sappiamo tutti, ormai, che una dieta equilibrata e varia aiuta a mantenersi in salute. Conosciamo perfettamente quali sono gli abbinamenti di cibo ideale per assicurarci il giusto apporto di sostanze nutritive giornaliere, ma quanti di noi possono dire di saper valutare l’effettivo impatto ambientale della produzione del cibo che troneggia sulle nostre tavole quotidianamente?

Un recente studio condotto dall’Università di Oxford ha messo a punto una proiezione plausibile delle conseguenze che un cambiamento della dieta alimentare globale potrebbe avere sull’economia, sulla salute e sull’ambiente in un arco temporale di 45 anni, partendo da valori rilevati nel 2005 e calcolando la loro evoluzione fino al 2050.
In particolare gli effetti sull’ambiente sono stati calcolati in termini di emissione di gas serra legati alla produzione di diversi generi alimentari (carne, latte, uova, vegetali e prodotti di derivazione); gli effetti sulla salute sono stati calcolati osservando il tasso di mortalità legato, principalmente, a regimi dietetici altamente calorici, e l’incidenza dei diversi sistemi dietetici sulle malattie legate all’alimentazione; gli effetti sull’economia sono stati calcolati in termini di incidenza delle spese mediche sostenute annualmente a causa di problemi di salute legati all’alimentazione (malattie croniche, obesità, etc).
Il modello di riferimento è quello basato sulle indicazioni alimentari fornite dalla FAO in merito ai sistemi alimentari sostenibili. Per la FAO un sistema alimentare è sostenibile se ha un basso impatto ambientale, contribuisce alla sicurezza alimentare e ad uno stile di vita sano per le generazioni attuali e future.

Partendo da queste premesse lo studio prende in esame 3 modelli di dieta differenti per coglierne più distintamente gli effetti:

  1. Dieta “sana”: in cui è prevista l’assunzione di sufficienti calorie per mantenere il proprio peso forma. Questa prevede il consumo di almeno 5 porzioni di frutta e verdura, poco zucchero ed un consumo equilibrato e variabile di carne, pesce, uova e latticini;
  2. Dieta “vegetariana”: in cui è previsto il consumo di uova, latticini, 6 porzioni di frutta e verdura e 1 di legumi. Niente carne né pesce.
  3. Dieta “vegana”: in cui è previsto il consumo di 7 porzioni di frutta e verdura e 1 di legumi. Niente carne né pesce, né derivati animali.

I risultati di questo studio comparativo hanno dimostrato i benefici che possono derivare dall’adozione di modelli alimentari più sostenibili, come quelli in elenco e presi in esame. Vediamoli insieme.

Benefici sulla salute

Le malattie croniche legate alla cattiva alimentazione ed i problemi di sovrappeso e di obesità sarebbero notevolmente diminuiti con conseguente riduzione del tasso di mortalità precoce. Quest’ultimo dato, in particolare, sarebbe di 5,1 milioni di morti in meno all’anno per chi seguirebbe un regime di dieta “sana”, 7,3 milioni in meno per chi seguirebbe una dieta “vegetariana”, 8,1 milioni di morti in meno per chi seguirebbe una dieta “vegana”. Le conseguenze di una minore mortalità sarebbero riconducibili nel 57% dei casi ad un consumo minore di carne rossa, il 30% ad un aumentato consumo di frutta e verdura, il 13% a una minore incidenza di problemi di sovrappeso e obesità.

Benefici per l’ambiente

È stato stimato che nel 2050 le emissioni di gas serra aumenteranno del 51% rispetto a quelle registrate nel 2005.
Le proiezioni comparative dello studio dell’Università di Oxford hanno evidenziato che, nel caso in cui il modello alimentare collettivo virasse verso un sistema di dieta “sana” le emissioni di gas serra nel 2050 aumenterebbero solo del 7%. Un sistema di dieta “vegetariana” e “vegana” comporterebbero, invece, una riduzione del 63-70%. Secondo la BCFN (Barilla Center for Food and Nutrition) in sostanza, gli alimenti più consumati soprattutto nei paesi industrializzati, come la carne, il pesce, le uova ed i formaggi, sono quelli che, per essere prodotti, inquinano di più.
Gli indicatori utilizzati per valutare l’impatto ambientale della produzione di alimenti sono quelli di Carbon Footprint, Water Footprint e Ecological Footprint, che sono i più consolidati e diffusi a livello scientifico.

Benefici sull’economia globale
Gli effetti economici si esplicitano in termini di meno giorni lavorativi persi e minori costi per l’assistenza sanitaria. In particolare è stato stimato che con la dieta “sana” si risparmierebbero dai 482 ai 987 miliardi di dollari l’anno, dai 644 ai 1.303 miliardi l’anno con quella “vegetariana” e addirittura da 708 a 1.426 miliardi l’anno con quella “vegana”.

Consigli per gli acquisti
Avere un’alimentazione sana che preveda un minor consumo di carne ed un maggior consumo di frutta e verdura non può che portare vantaggi alla nostra vita, a quella del nostro pianeta ed al nostro portafogli. Migliorare fin da subito il nostro sistema alimentare è necessario e facilmente realizzabile.
Basta cominciare dalle piccole scelte quotidiane ogni volta che ci troviamo a dover affrontare una spesa di tipo alimentare.
In particolare è consigliabile acquistare e consumare tanta frutta e verdura di stagione così che la loro produzione abbia il minor impatto ambientale possibile e riducendo il consumo della carne, privilegiando solo quella allevata in proveniente da allevamenti estensivi e grass fed.

Autore: Foodscovery

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