Storia e diffusione del Gin

storia del gin Beer-street-and-Gin-lane

Il Gin, è un distillato dai molteplici nomi: Jenever, Genever, Genièvre, Peket, Holland Gin o Dutch Gin sono solo per citarne alcuni. Oltre ad essere la bevanda nazionale dei Paesi Bassi e del Belgio, il Gin vanta una storia lunga ed affascinante.
L’origine di questo liquore è abbastanza incerta e controversa. La teoria più accreditata ne attribuisce l’invenzione al professor Francisco Della Boe, docente di medicina e fisica presso l’Università di Leyden, in Olanda, che nel 1600 sperimentò un rimedio per i disturbi di stomaco e dei reni usando alcol di grano e bacche di Ginepro (juniperus communis). Nacque così la ricetta del Genever che, solo più tardi e con alcune modifiche, diventerà “Gin”. Il Genever fu inizialmente commercializzato come olio terapeutico, a basso costo ma da lì a poco sorsero le prime distillerie che cominciarono a produrlo su larga scala.

Dall’Olanda il Genever si diffuse in Inghilterra dove, in breve tempo, raggiunse l’apice della produzione. La diffusione della bevanda in Inghilterra è legata a due eventi in particolare. Il primo è costituito dalla Guerra dei Trent’anni (1618-1648) in cui Olandesi e Inglesi combatterono come alleati contro la Spagna. Il “Dutch Corage”(coraggio olandese), così era soprannominato il Genever dai soldati inglesi, veniva bevuto dai soldati olandesi prima della battaglia e ben presto venne utilizzato anche dai soldati inglesi che lo apprezzarono al punto da portarlo con sè in patria al termine del conflitto. Il secondo evento è costituito dall’avvento del nobile olandese Guglielmo d’Orange, sposo di Maria II Stuart, sul trono d’Inghilterra e Irlanda nel 1689. Da buon olandese Guglielmo era un grande estimatore della bevanda. Fu così che un anno dopo la sua salita al trono, nel 1690, per colpire la diffusione dell’odiato cognac prodotto dai nemici francesi, vietò l’importazione di distillati stranieri e indirizzò le eccedenze dei cereali della Corona alla produzione di alcol da destinare alle distillerie di Gin. In breve tempo, la produzione di Gin divenne così imponente che la bevanda fu addirittura utilizzata come parte del salario corrisposto agli operai. La conseguenza di questa diffusione fu un amento del tasso di alcolismo senza precedenti, soprattutto nella fascia di popolazione più povera, con rovinose ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini. Il governo inglese provò a limitare il fenomeno con i Gin Acts, che però riuscirono ad arginare solo in parte il problema.

Produzione e tipi di Gin

Il regolamento (CE) N. 110/2008, stabilisce che il Gin è la bevanda spiritosa al Ginepro ottenuta mediante aromatizzazione con bacche di Ginepro (Juniperus communis) di alcol etilico di origine agricola. Nella produzione del Gin possono essere impiegate soltanto sostanze aromatizzanti naturali oppure identiche a quelle naturali. In alternativa si possono utilizzare delle preparazioni aromatiche, ma il gusto di ginepro deve essere predominante.

Il Gin distillato è una bevanda aromatizzata al ginepro, ottenuta esclusivamente mediante ridistillazione di alcol etilico di origine agricola di buona qualità, con un titolo alcolometrico iniziale di almeno 96 % vol., che viene prodotto utilizzando i tradizionali alambicchi da Gin. Il titolo alcolometrico volumico minimo del Gin distillato è di 37,5 % vol. Il Gin ottenuto unicamente aggiungendo essenze o aromi all’alcol etilico di origine agricola non è Gin distillato.

Esistono diversi tipi di Gin che si differenziano per le quantità di spezie, per il rapporto percentuale di cereali usati, la gradazione alcolica e per il sistema di aromatizzazione utilizzato. Tutti possono essere raggruppati in due grandi e diverse famiglie: i Gin olandesi ed i Gin inglesi.

Gin Inglesi
Esistono due diversi procedimenti per la produzione di Gin inglese.
Il primo metodo è quello tradizionale nel quale rientrano il London dry Gin e il Plymouth Gin, che vengono ottenuti attraverso ridistillazione d’alcol etilico d’origine agricola in presenza di bacche di ginepro e d’altri prodotti vegetali naturali.

Il secondo metodo è conosciuto come “compounding”. I Gin prodotti in questa modalità sono ottenuti aromatizzando un alcol di origine agricola con gli oli essenziali delle componenti aromatiche. Gli oli essenziali sono ottenuti per pressatura o per distillazione, vengono diluiti in acqua e, infine, uniti all’alcol. Il prodotto di questo procedimento può chiamarsi “Gin” ma non “Gin distillato” o “London” Gin.

I Gin olandesi

Chiamati genever, sono ottenuti partendo da una miscela di cereali, mais, segale e malto d’orzo. Attraverso una prima distillazione, si ottiene un alcol di cereali puro chiamato moutwjin. Quest’alcol è poi ridistillato in presenza delle componenti botaniche. L’acquavite può essere nuovamente ridistillata per ottenere il “double Gin”.

I Gin olandesi di solito titolano meno di 40°, hanno gusto piuttosto intenso, il colore può essere dorato e sono:

Jenever, invecchiato nelle caratteristiche bottiglie di terracotta;

Holland Gin, Geneva Gin, dal sapore particolarmente aromatico;

Schiedam Gin, la qualità più pregiata.

Gli elementi botanici più importanti sono: le coccole di Ginepro, la cui qualità migliore cresce in Italia, nelle regioni di Umbria e Toscana; l’angelica che proviene dalla Sassonia, e i semi di coriandolo arrivano da Ucraina, Bulgaria e Romania. Le altre componenti botaniche sono lo zenzero, la radice di cassia, le scorze di limone e arancio, la cannella, la liquirizia, il comino, l’anice ed il cardamomo.

Curiosità

L’origine del Gin potrebbe essere più antica di quanto si ritenga. Il Museo Nazionale del Genever di Hasselt, in Belgio, afferma che il Genever sia nato nel 1200 nelle Fiandre. Due testi antichi che descrivono una bevanda simile al Gin risalgono rispettivamente al XII ed al XVI secolo e sono entrambi originari delle Fiandre.

L’origine del nome deriverebbe da un errore di pronuncia inglese. Questi pronunciavano “i” la prima “e” contenuta nel nome Genever. Dall’abbreviazione del nome “Ginever” trae origine la parola “Gin” che ancora oggi utilizziamo.
I marinai inglesi ed olandesi, di passaggio in India, lo mischiarono all’acqua di chinino (rimedio antimalarico) per smorzarne il pessimo sapore. Fu così che nacque uno dei cocktail più famosi del mondo, il Gin & Tonic.

Il Gin italiano

Oggi in Italia la produzione di Gin artigianale ha raggiunto livelli di qualità eccellenti grazie al lavoro scrupoloso di piccole distillerie specializzate, ognuna delle quali produce una bevanda dal proprio gusto caratteristico distintivo.

Segnaliamo, per veri intenditori, l’estrema qualità del

Sabatini gin:

slide-sabatinigin

Gin clandestino prodotto, come una volta, da Mistico Speziale (Emilia-Romagna):

Roby Marton premium gin (Veneto):

Fred Jerbis – Gin 43 (Friuli Venezia Giulia):

Scopri di più su Foodscovery.it

Autore: Foodscovery

Foodscovery è il mercato online che permette a chiunque di poter ordinare tesori dell’enogastronomia direttamente dai piccoli produttori custodi delle tradizioni locali.

Il progetto Foodheroes nasce dalla community di piccoli produttori, ristoratori, consumatori consapevoli e tutti coloro i quali condividono i nostri valori e che ogni giorno sono attivi per preservare la sostenibilità del mondo agroalimentare locale.

Facebook Commenti