Storia della pianta della genziana

LA GENZIANA

La genziana è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Genzianacee, che comprende più di 300 specie. Cresce nelle regioni a clima temperato e sui monti delle regioni a clima tropicale esclusa l’Africa.

In Italia crescono diverse specie di genziana. La più ammirata è la genziana di Koch (Gentiana Kochiana) che con la sua corolla a calice, di colore azzurro intenso, ravviva i prati delle Alpi e dell’ Appennino. In Valtellina è particolarmente diffusa la genziana purpurea che presenta fiori delicatamente profumati e dal colore rosa scuro intenso. Ma la più diffusa, nonché la più raccolta ed utilizzata, è la genziana gialla, anche detta genziana maggiore.

Il nome botanico della genziana maggiore è gentiana lutea e cresce prevalentemente nei prati e nei pascoli delle Alpi e degli Appennini, ad un’altitudine che varia tra i 1000 ed i 2200 metri.

La pianta, dal fusto lungo e robusto, presenta foglie folte ed ovali alla base che tendono a diventare più piccole mano a mano che ci si avvicina ai fiori gialli posti sulla cima. Può superare il metro di altezza e presenta una radice molto grande e spugnosa. Ha un odore dolciastro ed un sapore amarognolo.

Nell’aspetto può essere facilmente confusa, da un occhio poco esperto, al Veratro o all’Elleboro, entrambe piante molto velenose.

La parte della pianta che viene utilizzata è la radice che, subito dopo la raccolta, viene pulita dalla terra in eccesso, tagliata in pezzi ed essiccata al sole fino a quando il suo interno non raggiunge il classico colore giallo. Se consumata fresca, la radice risulta velenosa.

Proprietà della pianta

La radice della genziana contiene vari principi attivi.

Fra questi i più importanti sono: la genziopicrina e la amarogenzina, la sostanza più amara che si conosca. La genziopicrina stimola la funzione digerente dello stomaco favorendo la secrezione dei succhi gastrici.
Per la presenza di questo principio attivo la genziana trova largo uso nel settore erboristico, nonché nella preparazione di bevande alcoliche, come il famoso liquore alla genziana, ritenuto un ottimo digestivo. In farmaceutica la genziana veniva utilizzata da sola o associata alla chinina, nella cura della malaria.
Per i suoi principi depurativi trova largo uso anche nel mondo della cosmesi: gli infusi di genziana sono considerati degli ottimi detergenti naturali per pelli grasse.

Periodo di raccolta

La pianta viene raccolta in primavera o in autunno.
Essendo una pianta molto ricercata, in Italia la sua raccolta è stata vietata in molte regioni o regolamentata da apposite leggi.

La genziana nella storia

Le prime notizie, documentate da Plinio e Dioscoride, della Gentiana lutea, ci derivano da Gentius, re dell’Illiria (180-167 A.C.), che le ha dato il nome e per primo ne ha descritto le ottime qualità farmaceutiche. Sembra, infatti, che Gentius fosse stato il primo ad utilizzare la radice di genziana macerata e poi bollita per guarire da una febbre molto alta.

Nel I sec d.C. la genziana era usata contro il morso dei serpenti, contro le malattie del fegato e dello stomaco. I greci la utilizzavano principalmente per le sue proprietà febbrifughe e lassative, mentre i romani la utilizzavano per curare i disturbi intestinali e per le sue proprietà vermifughe.

In Europa centro orientale, la genziana fu soprannominata anche “erba di san Ladislao” dal nome del Re Ladislao d’Ungheria (1077 – 1095). Ladislao fu soprannominato Il Santo in quanto contribuì al consolidamento della religione cristiana applicando una serie di riforme volte a correggere il rilassamento morale del clero e del popolo. La leggenda racconta che durante il suo governo il Regno fu colpito da un’epidemia di peste. Per sconfiggere il flagello, Ladislao chiese aiuto al Signore il quale gli si rivelò in sogno sotto le spoglie di un angelo che gli disse: «Prendi il tuo arco, va davanti alla tua tenda e tira una freccia senza prendere la mira, lei ti mostrerà che cosa devi fare». Ladislao, seguendo le indicazioni dell’angelo, lanciò la sua freccia che colpì proprio una pianta di genziana, grazie alla quale il Re riuscì a debellare l’epidemia.

Nel Medioevo la genziana trovò largo uso soprattutto come antidoto contro i veleni mentre nel XIV secolo veniva utilizzata per purificare il fegato.

Prima della scoperta del chinino (1800/1900) fu il rimedio più usato contro la febbre malarica. A quei tempi si diceva che chi nel suo orto coltivava la salvia, l’assenzio e la genziana, aveva la farmacia a portata di mano.

Al giorno d’oggi la genziana è ancora usata come vermifugo per bambini, ma specialmente come panacea contro tutti i disturbi digestivi, la gotta, la febbre.

Grazie al suo gusto amaro, in cucina viene utilizzata per la produzione di aperitivi, digestivi, vini aromatici, acquavite ed amari come l’Angostura.

Curiosità

Nel linguaggio dei fiori e delle piante la genziana simboleggia la determinazione, tale significato è dovuto al fatto che la pianta riesce a nascere e crescere anche nei luoghi più impervi.

 

Autore: Foodscovery

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