Prodotti Tipici: storia e curiosità sulla Pompia

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Gli agrumi sono frutti colorati, profumati e ricchissimi di vitamina C, che oltre ad essere ottima alleata contro i malanni invernali, è un fantastico veicolo per l’assorbimento del ferro nel nostro organismo, fa benissimo alla pelle ed è ottima per depurare il fegato.

La pompia è un agrume molto particolare e poco conosciuto, ha origini italiane, in particolare di alcune zone della Sardegna, quali Siniscola, Posada, Torpè e Orosei. Frutto considerato tra i più rari al mondo, tutelato dal Presidio Slow Food nato nel 2004 a Siniscola con lo scopo di salvaguardare questo esempio incredibile di biodiversità.

Cinque produttori locali hanno deciso di impegnarsi in un progetto di difesa di questo gioiello sardo.

La pompia, Citrus monstruosa, sembra nascere da un incrocio spontaneo tra cedro e limone o tra cedro e pompelmo, ma le sue origini non sono ancora state completamente appurate. L’albero da cui cresce assomiglia all’arancio ma i suoi rami sono spinosi, la forma del frutto è bitorzoluta, la buccia è di un giallo intenso e molto spessa e il suo peso può arrivare fino ai 700 g. La raccolta della pompia, generalmente come tutti gli agrumi, inizia a metà novembre e si conclude a gennaio.

Le ricette che hanno come ingrediente la pompia sono state tramandate oralmente fino a qualche anno fa, ma una prima citazione scritta riguardante questo frutto si trova in un saggio sulla biodiversità vegetale e animale della Sardegna di Andrea Manca dell’Arca, pubblicato nel 1780.

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Di questo frutto si può utilizzare solo la buccia e la parte bianca, molto spessa, presente tra buccia e polpa (la polpa non viene mai impiegata in lavorazioni gastronomiche in quanto è troppo aspra e amara, molto di più rispetto a quella del limone).

Tra le ricette tramandate oralmente e quelle trascritte si trova un fattore comune: i dolci a base di pompia hanno tempi di lavorazione lunghissimi, almeno sei ore di tempo, da quando si toglie la scorza del frutto e lo si libera dalla polpa, cercando accuratamente di non danneggiare o rompere la parte bianca sottostante. Al termine non rimane che una sorta di palloncino vuoto che viene prima lessato, poi immerso nel miele millefiori e posto in una teglia a sobbollire per circa tre ore. Al termine si fa raffreddare e si pone su un piattino: pompia intrea è pronta.

Qualcuno la riempie di mandorle tritate, il nome del dolce in questo caso è sa pompia prena. Con la pompia candita, a filetti, si prepara anche s’aranzata: una torta composta di pezzetti di pompia, mandorle, ancora miele millefiori e piccoli confettini colorati.

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Autore: Foodscovery

Foodscovery è il mercato online che permette a chiunque di poter ordinare tesori dell’enogastronomia direttamente dai piccoli produttori custodi delle tradizioni locali.

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