Come scegliere la frutta fresca

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Sono stata una bambina privilegiata. Perché? Perché da amante della frutta quale sono, ho avuto il privilegio di poterne mangiare a vagonate grazie all’attitudine contadina di mia madre e dei suoi fratelli che, pur vivendo in città, non hanno voluto rinunciare a possedere un pezzo di giardino dove poter coltivare la propria frutta e verdura. La fortuna di aver vissuto in una regione dal terreno molto fertile, baciata dal sole e dall’aria ricca di iodio, ha dato sicuramente il suo contributo alla bontà della frutta che ho mangiato, soprattutto considerato che la maggior parte degli alberi a cui avidamente attingevo nascevano spontaneamente.
Quel sapore e quella qualità sono molto difficile da ritrovare oggi nella frutta che offrono mercati e supermercati. Sempre più spesso accade infatti che, anche acquistando esclusivamente frutta di stagione categoricamente proveniente dall’Italia, si resti delusi al momento dell’assaggio.

Fortunatamente il web ci viene incontro ed alcuni siti specializzati offrono la possibilità di acquistare comodamente da casa la frutta fresca prodotta da realtà agricole locali, scupolosamente selezionate per garantire prodotti di alta qualità e genuinità. È grazie a realtà come queste che oggi posso nuovamente mangiare alimenti gustosi e di qualità e posso raccontarvi come riconoscere la frutta fresca estiva. Di seguito una selezione dei frutti per me più buoni.

Le albicocche

Comincio da loro perché sono le mie preferite. Nella zona da cui provengo, si coltivano  varietà differenti di questo splendido frutto ricco di potassio e carotene. Le albicocche stimolano la produzione di melanina e contribuiscono all’apporto di vitamine A, C e sali minerali.
Le più saporite e dolci sono le “albicocche del prete”, piccole, con la buccia arancione puntellata di rosso.
Primo indizio di qualità di un’albicocca è il suo odore. Il suo profumo tipico è dolce/amaro ed è indicativo del fatto che il frutto è maturato su un ramo di un albero e baciato dal sole. Al tatto le albicocche devono essere sode ma non dure il ché starebbe ad indicare che sono ancora acerbe. L’eccessiva morbidezza indica un processo di deperimento in stato avanzato. La virtù sta nel mezzo. La buccia deve essere vellutata e non deve presentare macchie scure e molli, ed i colori (giallo, arancione o rosso) devono essere vivi e brillanti.

La pesca
Le pesche possono essere divise in quattro varietà: pesca comune, pesca noce o nettarina, percoca e saturnina o tabacchiera.
La pesca comune ha una buccia sottile e vellutata che presenta una sottilissima peluria. La sua polpa può essere gialla o bianca. La pesca noce o nettarina è caratterizzata invece da una buccia liscia e la polpa è generalmente gialla e più soda. La pesca saturnina presenta una forma schiacciata ed ha una polpa bianca dal sapore molto dolce. Contiene infatti una quantità di zucchero nettamente superiore alle altre varietà di pesca.

La buccia è morbida e molto profumata. Gli indicatori di qualità per queste 3 tipologie di pesche sono:

1) la dimensione, che non deve superare i 4/5 cm di diametro;
2) la consistenza: non devono essere eccessivamente dure al tatto;
3) non devono presentare ammaccature o aree molli.

La percoca, al contrario delle altre varietà, ha una consistenza decisamente più soda, e può aver raggiunto il suo grado di maturità e di bontà ideale anche se risulta dura al tatto. Il suo profumo ed il suo aspetto saranno gli indicatori di qualità più importanti. Per essere una percoca di qualità sia la buccia che la polpa devono presentare un colore giallo vivo. Talvolta presenta anche delle sfumature di arancio e rosso.

La ciliegia

Di ciliegie, come di albicocche, ne esistono una grande varietà. Quelle più comuni sono le tenerine e le duracine. Le tenerine hanno una polpa tenera e possono essere rosso scuro o chiaro. Le duracine (o duroni) hanno dimensione maggiore e polpa soda. Anche queste possono essere di due colori: rosso scuro, quasi nero con polpa dello stesso colore, e rosso chiaro con polpa giallastra o rosacea.
Le ciliegie sono fresche se la loro polpa è soda e la buccia è priva di ammaccature o screpolature. Il colore rosso deve essere brillante ed uniforme. E’ meglio acquistarle con il picciolo che è un importante indicatore di qualità: la sua presenza, oltre a proteggere dagli attacchi batterici, dal momento della raccolta fino alla tavola, consente di determinare l’età del frutto. Quando il picciolo è verde e flessibile, significa che la raccolta è avvenuta da poco, quando è secco e raggrinzito il frutto è vecchio o di scarsa qualità.

Autore: Foodscovery

Foodscovery è il mercato online che permette a chiunque di poter ordinare tesori dell’enogastronomia direttamente dai piccoli produttori custodi delle tradizioni locali.

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