L’agro-robotica all’italiana: la rivoluzione robotica dell’agricoltura sta arrivando

 

Dal 7 ° al 11 ° novembre l’EIMA International 2018 a Bologna. L’evento ha presentato vari prodotti del settore agricolo tra cui macchinari per la lavorazione agricola, pulizia delle colture, classificazione, fertilizzazione chimica e attrezzature di spruzzatura, macchinari per la pesatura e la raccolta, produzione di mangimi industriali, macchinari per la lavorazione del grano, sistemi e attrezzature per l’irrigazione.

L’evento di cinque giorni ha visto una folla enorme da tutto il mondo, che comprendeva agricoltori, imprenditori agricoli e meccanici, oltre a rappresentanti della sfera politica e accademici. Molte aziende leader come Farmtrac, Kohler, Repossi, Parrot e New Holland hanno partecipato e mostrato i loro ultimi prodotti nella mostra.

EIMA International è una delle più grandi fiere internazionali di macchinari agricoli – un evento biennale introdotto nel 1969 da FederUnacoma, la federazione italiana dei produttori di macchine agricole ed è organizzato in collaborazione con BolognaFiere.

La rivoluzione tecnologica nell’agricoltura

Dai sensori ultraTech in campo ai droni, passando per gli smart-trattori che si guidano da soli fino ad app di tutti i tipi che già rendono possibile la completa gestione di una stalla direttamente dallo smartphone: stiamo vivendo la rivoluzione robotica dell’agricoltura italiana. Stiamo assistendo ad un autentico boom di tecnologie per migliorare la resa e la sostenibilità delle coltivazioni, la qualità produttiva e quella di trasformazione.

Secondo i dati dell’Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE dell’Università di Brescia, solo il mercato italiano vale oltre 100 milioni di euro, il 2,5% di quello mondiale. Ormai, attraverso l’analisi incrociata di fattori ambientali, climatici e colturali, possiamo programmare con estrema precisione i sistemi di irrigazione dalla massima efficienza, possiamo prevenire patologie o identificare i patogeni con precisione e rapidità, così come gli infestanti possono essere rilevati dai droni e quindi eliminati prima che possano proliferare.

«L’innovazione digitale nell’agroalimentare si manifesta dalla produzione in campo alla distribuzione alimentare, passando per la trasformazione, e può garantire competitività a uno dei settori chiave per l’economia italiana, che contribuisce per oltre l’11% del Pil e per il 9% dell’export – spiega il codirettore dell’Osservatorio Smart AgriFood Filippo Renga al Sole 24 ore, -. L’Agricoltura 4.0 da un lato può ridurre i costi di realizzazione di prodotti di alta qualità, dall’altro far crescere i ricavi grazie ad una maggiore riconoscibilità o garanzia, ad esempio con sistemi di anticontraffazione o di riduzione dei prodotti non conformi esportati. Ma l’innovazione digitale consente anche di intervenire a supporto dell’intera filiera, garantendo sostenibilità a tutti gli attori del settore, inclusa la produzione in campo».

Un’agricoltura più efficiente significa un minor spreco di risorse per produrre la stessa quantità di cibo. In un mondo che cambia, anche l’uomo deve farlo e la via verso la razionalizzazione dell’agricoltura è un percorso obbligato dalla sovrappopolazione, dalla desertificazione e dalla penuria di terreni coltivabili.

La tecnologia italiana

Secondo l’Osservatorio Smart AgriFood, le startup internazionali che operano nella filiera sono 182, fra queste, 20 sono italiane, pari all’11%. Insomma, pare che il nostro Paese non abbia un ruolo marginale nel settore, anche se il finanziamento medio ricevuto (0,7 milioni di dollari) è circa sei volte inferiore alla media internazionale.

Sempre secondo un’analisi del Sole, l’impatto che la tecnologia italiana apporta allo sviluppo agricolo mondiale sembra non andare di pari passo al sistema di finanziamenti:

Le startup italiane stanno rivoluzionando il settore agricolo con finanziamenti pari ad appena 25,3 milioni di euro. La Lombardia, che assieme all’Emilia-Romagna è la regione con la più consistente presenza di startup Smart AgriFood (33% e 17% rispettivamente), registra il primato anche sul versante finanziamenti: le imprese del bacino lombardo hanno infatti ottenuto il 53% dei 25,3 milioni di euro complessivi.

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Articolo a cura di Alessandro Caviglione di Cibi Magazine. Scopri di più su Cibi Magazine:

 

Testo a cura di Alessandro Caviglione – autore di CiBi

Diploma classico e laureando in scienze politiche e delle relazioni internazionali all’università Cattolica di Milano, diplomato in Civilisation Française all’università Sorbona di Parigi. Collaboro con la rivista CiBi dal 2016, un percorso di crescita votato alla ricerca della verità in fatto di alimentazione, dentro storia, cultura, salute, tradizione e innovazione del cibo, uno dei più importanti momenti dell’agire sociale.

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