Razza podolica calabrese – Presidio Slow Food

Il Parco nazionale della Sila è il più antico della Calabria, conosciuto per i suoi paesaggi simili alle foreste nordiche piuttosto che a quelli usuali nel meridione italiano, e infatti tra questi vasti boschi, gli altopiani, i laghi d’altura e le varie cime montuose è tutt’oggi attestata la presenza di lupi.

La razza bovina Podolica che viene allevata in Calabria (ma anche in Puglia e Basilicata), si trova anche in questo ambiente montuoso, grazie alla capacità dei suddetti animali di potersi nutrire anche dove altri bovini non potrebbero: dalla macchia mediterranea, da cespugli o da fogliame del sottobosco; e di poter pascolare anche su terreni scoscesi.

La razza bovina Podolica è molto rustica, caratterizzata da un mantello di colore grigio o grigio scuro ma più chiaro per gli esemplari femmina. I maschi hanno le corna a forma di mezzaluna, le femmine a forma di lira.
In passato era più utilizzata come animale da lavoro piuttosto che per il consumo.
Ad oggi se ne contano soltanto 25.000 capi.

Questi bovini pascolano all’aperto durante tutto l’anno a parte per gli ultimi quattro mesi, quando vengono tenuti in recinti ampi per l’ingrasso e il finissaggio. Grazie al pascolo all’aperto, la loro carne è sapida, magra, ricca di vitamine, sali minerali,  a basso contenuto di colesterolo ma alto di acidi grassi essenziali (come Omega 3 e 6) e ricca di carotene, che conferisce infatti al grasso un colore giallognolo.
Per quanto riguarda il latte, le podoliche ne producono poco ma di altissima qualità e dal quale si ottiene un caciocavallo eccezionale.


Sui pascoli dove la Razza Podolica si nutre non vengono assolutamente usati diserbanti o antiparassitari chimici, come previsto dalle regole della società  A.PRO.ZOO di allevatori zootecnici.

La macellazione avviene tra i 18-22 mesi e la frollatura, cioè il periodo che precede l’utilizzo delle carni macellate per renderle più tenere e perché perdano l’odore di selvatico, è di almeno 7-10 giorni.

Unendo la qualità genetica della razza, l’alimentazione, le modalità di allevamento e la giusta gestione delle fasi di macellazione, la carne che ne risulta è di qualità eccezionale.

Vista però la sua tenacia rispetto a quella di altri bovini allevati a cereali, non è apprezzata come dovrebbe dal mercato e agli allevatori non riescono a ricoprire il costo dell’allevamento.
Inoltre i ritmi di accrescimento della razza sono molto più lenti di quella di altre.

La A.PRO.ZOO di cui abbiamo parlato prima ha cominciato, da circa quindici anni, un progetto per il recupero e la valorizzazione della razza Podolica , a favore del quale è intervenuta anche l’istituzione di un Presidio Slow Food, riconoscendo come questa rappresenti  un potenziale patrimonio per la zootecnia del Sud Italia, sia per la produzione di carni e latte di alta qualità, sia per la possibilità di recupero delle aree marginali e dei pascoli difficili lasciati altrimenti vuoti.

Lo scopo del progetto è di fare in modo che i 150 allevatori rimasti di razza Podolica percepiscano un reddito maggiore che li aiuti a coprire i costi più alti rispetto a quelli di altri tipi di bovini, ma così da poter procedere con l’allevamento di questa antica e tradizionale razza genetica di altissima qualità.

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Autore: Foodscovery

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