Verdure di stagione – Rabarbaro: proprietà e caratteristiche

Il rabarbaro (Rheum Officinale) è una pianta erbacea perenne – appartenente alla famiglia delle Polygonaceae che cresce spontaneamente in Europa e Asia – caratterizzata da grandi foglie e piccoli fiori e può misurare da uno a tre metri.

Il suo nome deriva da due parole greche:  ra che significa pianta e barbaron, in quanto era coltivata dalle popolazione barbare.

Grazie alla presenza in esso di sostanze benefiche per la nostra salute, il rabarbaro è utilizzato per la produzione di diversi farmaci ed è l’erba più utilizzata dalla medicina cinese, soprattutto per i suoi benefici all’apparato digestivo.
In epoca greco-romana era usato anche come lassativo e digestivo dalle popolazioni del tempo.

La parte usata in medicina è il rizoma, ovvero quella che sta sotto terra e che non viene mangiata per via del suo sapore molto amaro.

Il rabarbaro contiene pochissime calorie, solo 21 per ogni 100 grammi, e proprio grazie al fatto che è povero di grassi e colesterolo apporta benefici al cuore e al sistema cardiovascolare.

Questa erba gode quindi di utilissime proprietà, ma va assunta con delle accortezze. Infatti le sue foglie non vanno assolutamente ingerite perché sono tossiche e provocano dolore alla gola, e nausea.

Il suo utilizzo è sconsigliato anche alle donne in gravidanza, ai bambini sotto i due anni di età e in caso si soffra di ulcera e calcoli intestinali.

Le curiosità sul rabarbaro non sono però finite. Infatti, se piantato vicino a cavoli o verze, tiene lontani i fastidiosi parassiti che potrebbero attaccarle.

Inoltre può essere utilizzato per essere messo in infusione nel vino bianco per la preparazione di un liquido che se utilizzato sui capelli, dopo il lavaggio, contribuisce a donare loro dei bei riflessi ramati.

In cucina è ottimo per la preparazione di marmellate, sia da solo che in combinazione con altri frutti come le fragole, per i dolci, per amari digestivi e nei cocktail per bilanciarne il sapore.

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