Come riconoscere il pesce fresco

Aperturanuovilocali

Un alimento che non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole è il pesce. Ricco di proteine e grassi insaturi ad alta concentrazione di omega 3, importantissimi per garantire il benessere del nostro organismo, il pesce protegge la vista, allontana il rischio di infarto, previene l’artrite reumatoide, contribuisce allo sviluppo dell’intelligenza, allontana l’asma e protegge la pelle.

Affinché il pesce possa mantenere inalterate tutte le sue qualità nutritive è importante che venga consumato fresco. Per chi ha un occhio poco esperto, però, il rischio bidone è sempre dietro l’angolo. Questo soprattutto in considerazione del fatto che la contraffazione del pesce è oramai una pratica molto diffusa, e viene adottata per far sembrare l’alimento più fresco di quello che è.
Sfuggire a queste trappole si può. Vediamo insieme come.

Per prima cosa è meglio scegliere il pescato dei nostri mari, prediligendo pesci di piccole e medie dimensioni in quanto nella loro carne è presente una minore concentrazione di mercurio. Fondamentale è la scelta del pesce “di stagione”.
La stagionalità del pesce tiene conto dei suoi periodi di riproduzione e di migrazione. Una simile scelta non solo evita il trasporto del pesce in aereo o su strada per migliaia di chilometri, ma limita l’approvvigionamento dei negozianti da allevamenti ittici, con conseguenze benefiche per l’ambiente, per il nostro palato, la nostra salute ed il nostro portafogli. È importante ricordare che scegliere di consumare pesce locale nel rispetto dei suoi cicli di vita, contribuisce a preservare la biodiversità.

Date queste premesse, prima operazione necessaria per essere più sicuri di acquistare un prodotto di qualità è quello di leggere la sua etichetta che, per legge, dovrebbe riportare le seguenti informazioni:

  • Nome della specie;
  • Provenienza;
  • Se allevato o pescato;
  • Modalità di allevamento o di pesca;
  • Se fresco o decongelato.

L’insieme di queste informazioni è già un aiuto importante per risalire alla provenienza ed alla stagionalità, ma ancora nulla sappiamo circa la sua effettiva freschezza, dato che nell’Unione Europea non è ancora obbligatorio indicare la data di pesca.

 

Pesce Fresco
Ecco quindi quali elementi esaminare per sopperire a questa spiacevole mancanza:

  • L’odore prima di tutto! Il pesce fresco emana un leggero odore di mare e di alghe. Per rallentare il processo di putrefazione del pesce e soprattutto dei crostacei, alcuni pescivendoli utilizzano l’ammoniaca. Se l’olfatto registra pertanto un odore di questo tipo, è meglio optare per un’altra pescheria;
  • L’aspetto del pesce fresco è brillante e leggermente umido. I suoi colori sono vivi e lucenti. Al tatto non deve risultare molle ma sodo come la sensazione che si ha toccando muscoli tesi. Se si prende per la coda, il pesce deve rimanere dritto e non piegarsi;
  • Gli occhi devono essere chiari, vividi e brillanti e devono sporgere leggermente dal bulbo oculare. Diffidate delle pupille opache, grigie e leggermente incavate;
  • Le branchie devono presentare un colore rosso chiaro o rosa e devono essere umide. Rinunciate a pesci con branchie chiazzate e vischiose;
  • Le squame devono essere molto aderenti al corpo del pesce, quasi impercettibili all’occhio in controluce. La pelle deve essere viscosa e lucente in superfice e lasciare tracce di liquido trasparente sulle mani. Questa caratteristica dipende dal muco cutaneo che viene prodotto in modo naturale dal pesce quando è ancora in mare. Un pesce vecchio presenterà una superfice secca: più tempo rimane fuori dall’acqua e più sarà disidratato;
  • Il colore addominale di un pesce eviscerato deve essere chiaro. Se rimangono tracce di sangue, devono essere di un rosso vivo. La colonna vertebrale deve aderire bene alla carne.

Perciò fate attenzione in pescheria e tenete presente questi piccoli trucchetti per riconoscere il pesce fresco.

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Autore: Foodscovery

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