Impariamo a dstinguere il pesce d’allevamento da quello pescato

L’allevamento del pesce, detto anche acquacoltura o fishfarm in inglese, è un settore in continua crescita e molto diffuso in tutto il mondo tanto che il pesce d’allevamento produce circa 42 milioni di tonnellate all’anno. Tra tutte le specie esistenti i pesci più allevati al mondo sono la carpa (con circa 15 milioni di tonnellate considerando tutte le specie) e il salmone (con 1 milione e 422 tonnellate), ma anche l’orata, il branzino, l’ombrina, la ricciola, l’anguilla, la trota, il tonno, lo storione, il muggine, oltre ai crostacei come gamberi e mazzancolle e molluschi come cozze, vongole e ostriche.

Come fare, quindi, a riconoscere un pesce d’allevamento da quello pescato? È il dubbio più frequente che ci assale davanti ad un bancone del pesce che espone un ricco ed invitante assortimento.

Per prima cosa bisogna sapere che la normativa europea prevede che il consumatore venga edotto circa la provenienza e la storia dei prodotti che acquista tramite la cosiddetta “etichetta parlante” apposta sui prodotti in vendita. Nel caso del pesce, l’etichetta dovrebbe riportare, oltre alla denominazione della specie e la zona di produzione anche il metodo di produzione, ovvero se proviene da allevamento o se è pescato.

Ma quali elementi possiamo valutare quando l’etichetta non riporta queste informazioni oppure nel caso in cui le informazioni riportate ci lasciano un po’ titubanti?

L’aspetto del pesce
Gli esperti sostengono che è possibile riconoscere la differenza tra pesce pescato ed allevato anche dall’aspetto. Vediamo quindi quali sono le caratteristiche da tenere in conto per fare la scelta giusta:

  • Dimensione: il pescato difficilmente ci offrirà la possibilità di scegliere tra pesci che presentano tutti la stessa dimensione. Il primo dubbio deve sorgere quando ci troviamo a dover scegliere tra orate tutte uguali;
  • Tonicità: i pesci pescati sono molto più tonici e non presentano irregolarità nella pelle che invece possono presentarsi negli esemplari costretti a vivere in vasche sovraffollate;
  • Squame: alcuni sostengono che il pesce pescato presenti delle squame dai colori più brillanti;
  • Consistenza delle carni: la carne del pesce pescato, abituato ad una vita meno sedentaria, è generalmente più magra rispetto a quella del pesce d’allevamento e tende a mantenersi più compatta anche in cottura. Questo dato è confermato dal Ministero delle Politiche Agricole secondo il quale il pesce allevato con metodi intensivi ha carni più grasse, meno toniche ed un sapore di mare meno intenso.

Provenienza e stagionalità
Un altro elemento da considerare per poter meglio distinguere un pesce allevato da un pesce pescato è la sua stagionalità: anche il mare, infatti, proprio come la terra, ha un suo ciclo vitale da rispettare e la disponibilità di pesce varia di mese in mese mentre il pesce di allevamento non conosce stagionalità.
Se si vuole scegliere pesce di stagione e specie autoctone allora di seguito riportiamo un piccolo elenco delle specie più comuni, divise per stagionalità di pesca:

  • Inverno: triglia, sarago, sardina, ricciola, pagello, alice, rana pescatrice, palamita, sgombro, vongola verace, rombo chiodato, polpo, seppia e lampuga;
  • Autunno: sgombro, gallinella, spigola, sarago, palamita, pagello;
  • Primavera: sogliola, orata, ricciola, spigola, gallinella, sarago, sardina, alice;
  • Estate: spigola, triglia, rombo chiodato, gallinella, lampuga.

Il cefalo e l’occhiata sono specie pescate tutto l’anno.

Prezzo
Ma se anche questi suggerimenti non dovessero aiutarci, non disperate. Esiste un parametro, che più di tutti, saprà dirci che tipo di pesce stiamo acquistando: il prezzo. Il pesce d’allevamento costa sicuramente meno rispetto a quello pescato.

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Autore: Foodscovery

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