“Monsanto Years”, l’inno di Neil Young contro la multinazionale

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Fin dai suoi esordi negli anni Sessanta, il cantautore e chitarrista canadese Neil Young si è sempre presentato come un rocker ribelle, poco disposto a sottostare ai dogmi e alle imposizioni del mondo musicale.

Nel giugno dello scorso anno, per non tradire la sua indole indomita, ha pubblicato un concept album incentrato sull’azienda Monsanto, realizzando un vero e proprio disco di denuncia. La multinazionale, leader nell’ambito delle biotecnologie agrarie e nella produzione di sementi geneticamente modificate, erbicidi e pesticidi, subisce un forte attacco da parte del musicista il quale, spiegando il senso del suo ultimo lavoro, ha infatti dichiarato:

‹‹Gli anni della Monsanto sono questi e noi li stiamo vivendo. Monsanto è il manifesto di ciò che è sbagliato e di come le aziende controllino i governi nel mondo […] Le aziende non hanno figli. Non hanno sentimenti o anima. Non dipendono da acqua incontaminata, aria pulita o cibo sano per sopravvivere. Sono legate a una sola cosa: i profitti››.

Le parole di Young mirano ad evidenziare la fama negativa della Monsanto e ad evidenziarne l’interesse spropositato nei confronti del guadagno, a scapito del rispetto per l’ecosistema e i suoi abitanti. Da tempo, inoltre, l’azienda è bersaglio di critiche e rimproveri da parte di associazioni ambientaliste, Greenpeace in testa. Tra le diverse cause intentate contro la Monsanto, per esempio, una del 2004 riguardante l’Agente Arancio, un defoliante, tossico per l’uomo, usato durante la Guerra del Vietnam dall’esercito statunitense e responsabile di gravi danni e malformazioni alle popolazioni locali. A ottobre 2016, invece, si svolgerà un’iniziativa ribattezzata Monsanto Tribunal, un processo simbolico ai danni della multinazionale che verrà giudicata da associazioni civiche, ambientaliste e agricole per crimini contro l’ambiente e l’umanità.

Per ora, l’azienda non è intervenuta legalmente contro l’album di Neil Young, sebbene non abbia perso l’occasione di accusare il rocker e tutti i propri detrattori di disinformazione e creduloneria.

A 69 anni, Young è più che mai un attivista impegnato che parla di ambiente, dell’incessante e inconcludente distruzione del nostro pianeta e delle sue risorse, dello sfruttamento della povertà e dei soprusi attuati dai potenti, multinazionali in testa. Il tour di promozione dell’album è accompagnato, per tutte le date, dal Global Village, un gruppo eterogeneo di attivisti e volontari desiderosi di fornire informazione su tematiche relative all’ecologia, l’agricoltura e le biotecnologie.

Un autore, un album e un tour che hanno il coraggio di denunciare uno dei maggiori colossi dell’industria mondiale e che hanno la speranza di poter cambiare la situazione. Per un futuro migliore, all’insegna del rispetto per l’uomo e l’ambiente.

Autore: Foodscovery

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