Luglio: il mese della semina dei finocchi

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Il finocchio entra nell’orto a luglio inoltrato, quando sembra ormai che i giochi siano fatti e non si possa più coltivare nulla. Invece è proprio qui che arriva il suo momento!

Il finocchio si semina d’estate, ma anche in primavera: al sud della nostra penisola occorre posticipare il più a lungo possibile, evitando le temperature torride. Al nord e in alcune zone del centro Italia bisogna invece prestare attenzione ai mesi freddi. Il finocchio è piuttosto impegnativo: quando fa troppo caldo fiorisce e se fa troppo freddo marcisce.

Tra le varietà nostrane ricordiamo il “Gigante di Napoli”, il “Romanesco”, il “Bianco di Firenze” e il “Grosso di Sicilia”. Nella semina di questo ortaggio bisogna scegliere un terreno ricco, leggero e lavorato in profondità. Deve essere tenuto molto umido e la concimazione ideale andrebbe fatta prima della semina, con letame giunto a maturazione. Sarebbe opportuno tenere in considerazione anche le fasi lunari, che hanno un impatto notevole sulla semina, che dovrebbe avvenire durante la fase calante. Uno dei nemici più temuti dal finocchio è la lumaca, animale ghiotto delle foglie di questa prelibatezza estiva. Se tutta la procedura di semina viene eseguita bene, la raccolta avverrà quando la pianta avrà raggiunto le giuste dimensioni per il consumo, generalmente quattro mesi dopo.

Croccante e piacevolmente profumato, il finocchio è uno degli ortaggi più presenti sulle tavole mediterranee ed è noto soprattutto per le sue proprietà digestive. Esso è d’aiuto a tutto l’apparato gastrointestinale grazie alla capacità di evitare la formazione di gas e di agire sulle dolorose contrazioni addominali. Ha inoltre ottime proprietà depurative (in particolare del fegato e del sangue) ed un grande potere antinfiammatorio. Viene consigliato nella fase di allattamento, in quanto migliora il sapore del latte ed è ottimo in cucina tra mille ricette: sicuramente buonissimo da mangiare crudo alla julienne (o condito con un filo d’olio e sale), nelle insalate fresche,  nei minestroni, nelle zuppe o gratinato al forno.

Autore: Foodscovery

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