Le Ostriche: il miglior modo per consumarle

L’ostrea, o comunemente ostrica, appartiene al genere di molluschi bivaldi. Si presenta con una conchiglia esterna tondeggiante dall’aspetto rugoso, lamellare, irregolare e di colore bianco/grigio sfumato, mentre internamente è liscia e color madreperla.

Al suo interno l’ostrica racchiude il mollusco, di colore grigio/beige/verdastro, delimitato da piccole ciglia che si attaccano alla parte inferiore del guscio, che è la più grande e concava rispetto a quella superiore che ha forma piatta.

La conchiglia delle ostriche, oltre a proteggere il mollusco, è importante per l’ancoraggio sugli scogli (o altre superfici) che avviene qualche decina di centimetri lontano dal moto ondoso.

Le ostriche, così come altri molluschi (cozze e vongole, ad esempio) si nutrono filtrando l’acqua del mare, caratteristica che permette non solo l’ “oyster – tecture” , cioè l’uso di barriere di ostriche per purificare l’acqua e ridurre l’impatto delle onde, ma anche la possibilità di allevarle nelle riserve naturali.

L’allevamento di ostriche è infatti uno dei sistemi di produzione di cibo più ecosostenibile oggi nel mondo, dato che questi molluschi filtrano 220 litri di acqua al giorno, migliorandone la qualità per lo stanziamento di altre specie e non avendo nemmeno bisogno di essere nutrite.

L’ostrica è tanto amata quanto odiata, sia dai palati più fini che non.

Uno dei motivi principali per cui non viene apprezzata è il fatto che venga usualmente consumata cruda, o che la si ritenga viscida e dal forte sapore di pesce. Per eliminare questi problemi basta un po’ di informazione. Infatti, per quanto sia vero che l’ostrica venga maggiormente apprezzata cruda, questo non significa che debba necessariamente essere nociva alla salute, o meglio, potrebbe diventarlo se non ci si affidi a venditori di fiducia o se ne controlli la freschezza da soli.

Queste operazioni sono molto semplici: se compriamo i molluschi freschi dal pescivendolo di fiducia, ci possiamo intanto accertare che l’ostrica provenga da acque pulite e qualificate e che non abbia quindi filtrato acqua inquinata, batteri e virus. Inoltre ci basterà cercare il profumo di mare e alghe tipico dell’ostrica fresca, accertarci che sia ben chiusa e, al momento dell’apertura (da effettuare con l’apposito attrezzo metallico dalla punta a forma di goccia da inserire nel punto di attaccatura dei gusci) bisogna controllare che la quantità di liquido al suo interno non si sia seccata e che il mollusco sia umido, sodo, ben attaccato al guscio e vivo (questo fattore è osservabile toccando l’ostrica con una forchetta e aspettando una reazione).
Ci sono attualmente delle leggi vigenti che obbligano gli allevatori ad eseguire controlli frequenti e completi sulle ostriche e a sottoporle a fasi di decontaminazione, per prevenire disguidi e danni.

Inoltre ci sono ricette (come quella delle ostriche gratinate) che prevedono la cottura dell’ostrica e quindi l’eliminazione di qualsiasi rischio grazie alle alte temperature.

Assicuratisi che l‘ostrica sia viva, cruda e fresca, diversi sono i modi per gustarla.
I puristi non sentono ragioni sul fatto che l’ostrica vada consumata versandola direttamente in bocca dalla conchiglia, con tutta la sua acqua.
L’esperta di ostriche  Katy Davidson, conosciuta anche coma The Oyster Lady (la lady delle ostriche consiglia di consumarle sorseggiandone inizialmente il liquido salato che si trova al loro interno, per poi aiutarsi con il dito a portarle in bocca e masticarle lentamente.


Per tutti coloro che sono curiosi di sperimentare nuovi gusti e sapori esistono diversi condimenti da aggiungere all’ostrica cruda che sono molto apprezzati:in primis troviamo l’abbinamento pepe e limone, seguito da quello detto “alla francese” , che prevede di tagliare finemente del lo scalogno e lasciarlo marinare in aceto bianco e vino. Nel frattempo si fanno bruscare delle fette di pane, da spalmare successivamente di burro non salato e da mangiare dopo l’ostrica condita.
Diversi i consigli e le teorie su quale sia la bevanda migliore da accompagnare a questo alimento: un ottimo abbinamento è quello con il vino bianco francese delle Loira chiamato Muscadet.

L’abbinamento classico e anche più apprezzato è quello di ostriche e champagne. Questo duetto ha da sempre affascinato i palati più fini per via della particolarità e preziosità dei prodotti.

Gli esperti hanno individuato quali siano i migliori abbinamenti tra le diverse qualità di ostriche e il giusto champagne, così da equilibrare perfettamente la sapidità dell’ostrica con l’acidità delle bollicine, equilibrio che, a quanto si dice, è veramente capace di donare emozioni.

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Autore: Foodscovery

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