Scopriamo di più su alcune delle galline ovaiole italiane

galline OVaiole

Simpatici uccelli domestici che raspano e beccano, le galline appartengono al genere Gallus gallus, che deriva da alcune specie selvatiche dell’Asia Orientale.

Le galline accompagnano la nostra storia fin dai tempi antichi e sono allevate principalmente per la produzione di carne e di uova ma c’è anche chi le cresce come animali da compagnia e da esposizione. Nel tempo, gli allevatori hanno praticato una serie di selezioni ed incroci sulle razze per esaltarne le caratteristiche peculiari così che, ad oggi, esistono razze particolarmente pregiate per la qualità della carne ed altre famose per la quantità elevata di uova depositate ogni anno.

In genere le galline cominciano a produrre uova costantemente verso i sei mesi, cioè quando diventano adulte.

Il maschio presente nell’allevamento ha il compito di fecondare le uova dalle quali nasceranno i pulcini. Le razze selezionate per la produzione delle uova sono in grado di deporne dalle 150 alle 250 all’anno e sono chiamate ovaiole in quanto, tra tutte le razze, sono quelle in grado di produrne in maggior quantità.

L’atteggiamento delle galline nell’atto della deposizione delle uova è molto curioso. Di solito, in assenza di una cesta apposita, cercano angoli nascosti dove poterle deporre, tendono a “rubarsi” il posto l’una con l’altra e preferiscono deporre dove ci sono già altre uova.

Galline ovaiole e uova

Il tipo di allevamento e lo stile di vita della gallina influiscono in modo incisivo sulla qualità delle uova prodotte. La gallina allevata in condizioni più naturali possibili, alimentata naturalmente e con la possibilità di razzolare libera nell’aia ed all’aria aperta, produrrà uova più genuine e ricche di nutrienti.

Il numero di uova deposte è influenzato dalle ore giornaliere che la gallina trascorre esposta alla luce. Per deporre un buon numero di uova ogni gallina ha bisogno di circa 14 ore di luce al giorno, per questo motivo va a dormire al calar del sole e si sveglia molto presto. Inoltre ha bisogno di tanto sole per potersi mantenere in salute ma anche di tanto fresco perché il caldo eccessivo riduce la quantità di uova deposte.

Una gallina che può razzolare nell’aia può mangiare anche sassolini e pietrisco che la aiutano nella digestione e contribuiscono alla formazione del guscio delle uova.

Le ovaiole hanno un picco di produzione fino ai 2 anni di vita, poi cominciano a diminuire il numero di uova deposte. La vita media di una gallina ovaiola si aggira tra i 5 e gli 11 anni, a seconda della razza.

Le migliori razze di galline ovaiole italiane

Tra le migliori razze di galline ovaiole al mondo primeggiano quelle italiane. Gli esemplari migliori depongono dalle 250 alle 320 uova all’anno. Conosciamole più da vicino.

La gallina Padovana

Chiamata anche “Padovana a gran ciuffo” o “gallina con la capeoza”, questa razza è stata importata nel padovano dalla Polonia, nel 1500, da alcuni studiosi italiani.

La sua caratteristica principale è la conformazione del cranio sul quale sorge una protuberanza ossea (ernia craniale), che sostiene un vaporoso ciuffo di piume che sostituisce la cresta. Sotto il mento presenta un altro ciuffo di penne che sostituisce il bargiglio, mentre altri due ciuffi, presenti sotto gli occhi, costituiscono i favoriti. Gli orecchioni sono bianchi e piccoli e sono poco visibili perché nascosti dalle lunghe penne.

Le zampe sono sottili con tarsi corti colore blu ardesia. Il portamento è molto elegante anche se, a causa del ciuffo che ne limita la vista, i movimenti sono lenti. La livrea può essere bianca, nera, dorata (penne fulve orlate di nero), camosciata (penne fulve orlate di bianco), argentata (penne bianche orlate di nero), blu, grigio perla e sparviero. Le penne sono arrotondate ed il petto presenta un piumaggio folto.

È un pollo medio-leggero con un corpo mediamente lungo. Il gallo raggiunge il peso di 2 kg, la gallina 1,5 kg.
La produzione di uova si aggira intorno dalle 150 alle 300 all’anno, di dimensioni medio grosse (55-60 grammi), di colore bianco e di ottimo sapore. I pulcini appena nati pesano circa 32 grammi. La sua ernia craniale gli conferisce un profilo buffo, come se indossasse un piccolo turbante.

Predilige gli ambienti piccoli e chiusi perché non ama spostarsi troppo e non tollera bene le zone troppo piovose in quanto il suo caratteristico ciuffo, trattenendo l’umidità, la espone all’attacco di parassiti e malattie da raffreddamento.

Oltre che per le uova, la Padovana è apprezzata anche per la sua carne magra, di colore bianco rosato e di sapore delicato. I veneti lo prediligono nella versione in umido, in dialetto “in tocio”.

La gallina Livornese

Le origini di questa razza particolare che presenta diversi ceppi indicati con nomi diversi in tutto il mondo, sono abbastanza complesse. Per meglio chiarirle sembra importante partire dalla popolazione primitiva presente in tutta Italia denominata originariamente “Italiana” nota anche come “Poulette d’Italie”.

Questi animali erano molto apprezzati anche in Francia ed in Belgio grazie alla grande prolificità e rapidità di crescita che li caratterizzavano. Inizialmente le varietà conosciute erano la perniciata, la argentata, la cucula, la fulva, la nera e la bianca.

Nonostante questa variabilità il pollo Italiano era abbastanza uniforme nelle caratteristiche morfologiche e faceva parte a pieno titolo delle cosiddette razze mediterranee ossia di quelle che popolavano oltre all’Italia anche la Spagna ed il Sud della Francia.

L’origine del nome deriva dal fatto che intorno alla prima metà del 1800, l’America aveva scelto il porto di Livorno come base per il suo commercio con il nostro Paese. E fu proprio da questo porto che, per la prima volta, il pollo Italiano salpò per raggiungere gli Stati Uniti.

La consuetudine voleva che le navi mercantili imbarcassero pollame nei porti per rifornire di uova e carne fresca il personale a bordo. Giunti in America, i polli rimasti in vita venivano o venduti o ceduti ai marinai che li portavano alle loro case. Ed indubbiamente fu questa uno delle vie principali che consentì l’introduzione dei polli domestici dal Vecchio al Nuovo Continente. La prima importazione di polli Italiani negli Stati Uniti risalirebbe al 1828-1829. Più tardi nel 1868 dopo attenta selezione degli animali gli americani cominciarono a chiamare questa razza con il termine Leghorn, che è la forma inglese del nome Livorno.

Negli anni sono nati degli specifici standard nazionali per questa razza per cui, ad oggi, si parla di Leghorn olandese, Leghorn inglese, Leghorn americana, e solo recentemente gli italiani hanno introdotto un loro standard per la Livorno autoctona. Fino all’imposizione dello standard italiano, gli allevatori italiani acquistavano gli esemplari destinati alla riproduzione dalla Germania ottenendo, in questo modo, animali di razza Italiener selezione tedesca che presenta caratteristiche del tutto differenti dalla razza originaria italiana.

La Livorno è più snella e alta rispetto all’Italiener selezione tedesca, il collo eretto e leggermente arcuato le dona un’aria vivace ed attenta. I tarsi sono di un bel giallo intenso e sono di ossatura sottile. Il petto è ben sviluppato e la cresta a 5 denti è sempre eretta nel gallo mentre tende a piegarsi dopo il secondo dente nella gallina. I bargigli sono ovali e di lunghezza media, l’orecchione è bianco e liscio. Il peso del gallo va dai 2-2,5 kg, quello della gallina da 1,7 kg a 2 kg.

La capacità di deposizione della uova di questo volatile è eccellente: si possono ottenere medie annuali intorno alle 280 uova, con punte massime di 300-320 uova. Il peso minimo delle uova è di 55 g, ma esistono ceppi produttori di uova assai voluminose, dal guscio sempre bianco candido.

La razza Livorno conta attualmente alcune varietà che si distinguono per lo più per il colore del piumaggio. Il maggiore ostacolo per una ripresa consistente dell’allevamento della Livorno sembra essere costituito dalla preferenza dei consumatori per uova a guscio pigmentato anziché bianco. Solo negli ultimi anni si è registrata una ripresa dei suoi allevamenti, grazie al rinnovato interesse riguardo i prodotti tipici in un’ottica di recupero delle produzioni nazionali.

A seconda del colore della sua livrea troviamo la Livorno bianca, collo argento, collo oro, fulva e nera. Il perso medio del gallo è di 2,5kg mentre per la gallina si aggira intorno ai 2Kg

Ha scarsa attitudine alla cova e se avvicinate con delicatezza si lasciano addomesticare ma restano sempre diffidenti e difficilmente si lasciano prendere in braccio.

La gallina Siciliana

Vivace e precoce la caratteristica principale della gallina siciliana è la tipica cresta a forma di coppa.
Questo animale appartiene ad una razza antichissima, inizialmente molto diffusa in Sicilia da cui deriva il suo nome e le cui origini sono probabilmente da ricercare in un incrocio di polli locali con polli libici.

La siciliana è una razza territoriale, coraggiosa e molto precoce: l’istinto sessuale nei galli si manifesta a circa 40 giorni mentre la gallina inizia a deporre belle uova bianche già al 5° mese.
Ottima ovaiola, è apprezzata anche per essere una buona produttrice di carne sapida e gustosa pur essendo di taglia medio piccola, grazie al suo scheletro sottile e l’ottimo sviluppo delle masse muscolari del petto e delle cosce.
I galli pesano in media tra i 2Kg ed i 2,3Kg mentre le galline non superano, in media, 1,8kg.

Di aspetto battagliero e forte, la siciliana è la più rustica delle ovaiole e, a differenza di altre razze, si ammala difficilmente e resiste molto bene ai climi secchi e caldi.

A differenza della padovana ha un’indole vagabonda ed autonoma.

Le uova sono bianche con una caratteristica forma affusolata. Il peso minimo è di 45 grammi e il colore del guscio va dal bianco al brunastro chiaro. E’ una razza ufficialmente riconosciuta in Italia dalla FIAV.

Il piumaggio è abbondante e morbido e la livrea presenta diverse colorazioni: collo oro, bianca, nera e blu.

 

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Autore: Foodscovery

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