La Perla di Torino – specialità piemontesi apprezzate in tutto il mondo

la-perla-02

In un’area un po’ appartata di Torino, sebbene a due passi dal centro, in un vecchio borgo diventato negli ultimi anni un quartiere grazioso, con case antiche tutte ristrutturate e tanti ristorantini e locali dove ascoltare musica o prendere un drink, si trova La Perla, un piccolo laboratorio di cioccolato dal quale da qualche anno si diffonde un raffinato ed intenso odore di cioccolato e passione che da via Catania 9, ha saputo diffondersi in tutto il mondo, conquistando il cuore ed il palato degli estimatori di cioccolato di tutte le nazioni.

La Perla di Torino è diventata un’istituzione a cominciare negli anni ’90, quando Sergio Arzilli, pasticcere da generazioni, ha rilevato il vecchio forno Maina per trasformarlo, in un primo momento, in un emporio di dolci. L’idea di trasformare l’attività in una cioccolateria gli è venuta in un secondo momento, quando, cioè ha cominciato a balenare nella sua testa l’idea che, oltre al gianduiotto, Torino aveva bisogno di un cioccolato speciale che potesse, ancora una volta, rappresentarla nel mondo intero.

Fu così che Sergio Arzilli puntò tutto sul tartufo, il cioccolatino di cioccolato impastato, creando 3 diverse versioni: Perla nera, ovvero il tartufo pralinato nonché punta di diamante della linea dei prodotti, la Perla bianca, con delicato cioccolato bianco, ed Extreme, con cioccolato fondente.

la-perla-04

Oggi La Perla vanta una produzione di circa 600 quintali di prodotti tra praline, tavolette, gianduiotti e tartufi di cinque tipologie diverse, il 50% dei quali viene esportato in tutto il mondo: da Mosca a New York, dal Giappone al Qatar, dove a Doha è stato aperto il primo punto vendita monomarca fuori dall’Italia.

Il segreto del successo del cioccolato della Perla risiede, senza dubbio, nella selezione degli ingredienti, nella lavorazione scrupolosa, e nella degustazione di cui si occupa in prima persona Arzilli stesso. Vengono utilizzati solo grassi vegetali e banditi gli aromi ed i conservanti. Per la produzione dei cioccolatini vengono usate quasi esclusivamente miscele e non cacao monorigine. Inoltre l’assenza di glutine di molte creazioni permettono anche ai celiaci di gustare queste specialità piemontesi.

Per ottenere il fondente viene scelta pasta e burro di cacao provenienti da Venezuela e Caraibi, ai quali vengono aggiunti altri ingredienti sempre di alta qualità. Il caffè, ad esempio, viene tostato in laboratorio, il rosmarino è fresco e biologico, mentre per la frutta a guscio vengono selezionate le nocciole Igp del Piemonte ed i pistacchi della Sicilia.
In laboratorio i test sugli ingredienti, le loro combinazioni e la loro lavorazione durano anche sei mesi. La scrupolosità, la sperimentazione e l’assaggio sono le regole fondamentali che il laboratorio segue per produrre questa eccellenza italiana.

Ce n’è per tutti i gusti

la-perla-05
Se il il Tartufo La Perla Nera resta il fiore all’occhiello dell’azienda, pare che La Perla Bianca vanti tra i suoi estimatori il giovane emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani. Il Giappone invece preferisce il sapore deciso del Tartufo Extreme, fondente e senza nocciole.
Affianco al classico Giandujot, la Perla poi produce il Fluido, un gianduiotto con uno strato sottilissimo di cioccolato che avvolge un ripieno morbido di crema vellutata di gianduia.

Autore: Foodscovery

Foodscovery è il mercato online che permette a chiunque di poter ordinare tesori dell’enogastronomia direttamente dai piccoli produttori custodi delle tradizioni locali.

Il progetto Foodheroes nasce dalla community di piccoli produttori, ristoratori, consumatori consapevoli e tutti coloro i quali condividono i nostri valori e che ogni giorno sono attivi per preservare la sostenibilità del mondo agroalimentare locale.

Facebook Commenti