Intervistiamo Francesca Romana Barberini – conduttrice ed autrice di successo

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Conduttrice e autrice di programmi enogastronomici di successo, foodwriter, consulente in comunicazione, nota al pubblico e agli addetti ai lavori per la passione, la serietà e la competenza con cui tratta l’argomento. Sempre con il sorriso.

Una laurea in economia con tesi sulla TV (L.U.I.S.S.), un Corso master in turismo enogastronomico (SDA Bocconi) e un diploma come assaggiatrice di olio e di vino.

Vive nella campagna romana, dove è nata e cresciuta, con i figli, Tommaso e Giacomo in una casa con orto e giardino all’interno dell’azienda agricola di famiglia, dove produce l’olio extravergine di oliva Tor de’ Sassi e dove può coltivare la sua grande passione per il  “verde”.

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Dopo le esperienze di conduzione in Mediaset e RAI nel 2004 diventa il volto femminile di Gambero Rosso Channel, primo canale enogastronomico europeo, dove rimane per 10 anni. Tante le esperienze maturate, tanti i cuochi italiani e stranieri conosciuti e i programmi scritti e condotti tra cui “Questo l’ho fatto io” rubrica quotidiana da cui è stato tratto il libro “Questo l’ho fatto io! – Le cento ricette del Gambero Rosso Channel” (2011, Vallardi-Gambero Rosso); “La scuola cucina di classe” il primo talent show gastronomico ideato e prodotto in Italia, di cui è stata anche autrice, andato in onda con successo nella stagione 2010 e ripetuto in una seconda edizione nel 2011; “Mercati d’Italia“, “Estate in terrazza“, “De Gustibus“, “Il teatro della cucina“, oltre a moltissimi speciali.

E’ anche autrice e conduttrice di “Gamberetto“, la prima trasmissione italiana dedicata ai bambini appassionati di cibo.

Nel 2015 approda su AliceTV con il programma “Expo è servito” e dal 19 settembre, sulla stessa rete, condurrà un appuntamento quotidiano dedicato alle eccellenze del territorio italiano.

Gli altri due libri pubblicati sono: “Il mio papà è uno chef” (2010, G. Tommasi) e “A Tavola con Francesca” (2011, Mondadori).

Nel 2015 è testimonial di progetti Branded Content: Accademia Nutrizione Antiaging per Named e BeeProject per Conapi.

Oggi cura il blog Passion Food #Iomangiobello sulla piattaforma di D.Repubblica ed è contributor per Sale e Pepe, Teatro Naturale, Huffington Post e per l’Associazione Trenta ore per la Vita.

Noi di Foodscovery abbiamo avuto il piacere di intervistarla e scambiare due chiacchiere con lei:

Raccontaci la tua storia, come com’è nato l’amore per la cucina e la gastronomia?

Sono nata e cresciuta nell’azienda agricola di famiglia, alle porte di Roma, dove oggi produciamo l’olio extravergine di oliva Tor de’ Sassi. I miei ricordi d’infanzia sono legati alle passeggiate in vigna o nell’oliveto che facevo con mio nonno Mario, o alle uova fresche che arrivavano dal nostro pollaio davanti casa. La mia è una passione che arriva dal DNA, a cui non posso e, soprattutto, non voglio sfuggire!

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Qual è il tuo rapporto con il cibo? Quali alimenti prediligi e perché?

Penso di avere un ottimo rapporto! Prediligo la tracciabilità e la stagionalità: i miei acquisti sono guidati da questi due principi. Grazie al mio lavoro ho anche la possibilità di incontrare grandi produttori e di potermi rifornire da loro! Inoltre ho la fortuna di vivere in campagna e di avere un piccolo orto familiare: non c’è prezzo per ciò che si coltiva in proprio!

Quanto è importante per te utilizzare prodotti di stagione?

Per me la stagionalità è fondamentale, mentre non credo al km0: un paese come il nostro offre grandi tipicità da nord a sud, isole comprese e io non potrei mai rinunciare al parmigiano reggiano, al prosciutto di Parma o ai capperi di Pantelleria, per esempio!

Qual è il tuo piatto preferito?

Mi piacciono i sapori netti e i piatti semplici, quindi una bella bruschetta con un buon pane casereccio, il nostro olio Tor de’ Sassi appena franto e qualche saporito pomodoro del nostro orto, per me è un “mangiare da Re”.

Cosa cambieresti in quella che ormai viene definita l’industria del cibo moderna?

Per lavoro ho avuto la possibilità di visitare alcune importanti industrie alimentari e molto spesso ho osservato una grande attenzione per la sicurezza alimentare e per la ricerca di un prodotto che concili la salubrità con il gusto. Penso anche che le grandi scoperte in questo campo arrivino proprio dall’industria, ma a volte c’è chi vuole “barare” e cercare la via più breve al successo magari non rispettando le regole. E’ un peccato, perché per gli errori di pochi, ne fa le spese tutto il comparto nella percezione del pubblico e non solo. Bisogna produrre responsabilmente e gran parte dell’industria lo fa.

Cosa significa per te e la tua famiglia produrre responsabilmente?

Significa rispettare noi stessi e l’ambiente in cui viviamo: produciamo il nostro olio e gli altri prodotti con passione e attenzione, rispettando non solo il prodotto, ma anche le persone che collaborano con noi, come in una grande famiglia. E significa anche informare i nostri clienti e renderli consapevoli di ciò che mangiano.

Regalaci un suo ricordo legato al cibo, alla tua famiglia e al tuo territorio.

Sono davvero tanti i ricordi legati al cibo e alla mia famiglia: a casa mia hanno sempre cucinato tutti, o meglio tutte le donne, e per me, fin da bambina, essere davanti ai fornelli è veramente la cosa più naturale del mondo. Mia mamma, Daniela, mi ha insegnato a fare i primi sughi per la pasta e i dolci che amavo di più: ogni piatto era un esperimento che mi dava grande soddisfazione. E debbo ammettere con un po’ di orgoglio che per alcuni piatti l’allieva ha superato la maestra; ma la sua amatriciana, le sue seppie con i piselli, la sua pasta e fagioli, il suo pesto e le sue polpette per me rimangono ancora inarrivabili. Comunque i ricordi culinari legati alla mia famiglia sono tutti ambientanti in campagna, nella nostra tenuta: sono ricordi di lunghe passeggiate prima di pranzo nella vigna, sotto i filari, a controllare la maturazione dei grappoli, o in cantina, fresca e buia, dove invecchiava il vino, profumi e sapori legati ai grandi ingredienti che nascevano nei campi o venivano dalle lavorazioni degli animali allevati nell’azienda agricola. Di solito, le passeggiate domenicali terminavano a tavola, dove mia nonna Elisa, l’unica della sua famiglia a non essersi occupata professionalmente di cucina (ma forse dedicarsi a 5 figli ed una casa dove gli ospiti entravano ed uscivano ci si avvicinava molto), ci faceva gustare le meravigliose fettuccine al ragù, che aveva preparato con amore durante la mattinata. Le fettuccine erano buonissime anche crude, con le uova delle galline del pollaio dietro il casale, e la farina del meraviglioso grano che cresceva sulle dolci colline, e io amavo molto rubarle un minuto prima che venissero cotte: gustose, callose, saporite. Una vera bontà!

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Che consiglio senti di dare ai giovani che vogliono avvicinarsi al mondo della gastronomia e della produzione alimentare?

Il mio consiglio è quello di studiare e di informarsi, continuamente. Non esiste la professionalità senza la conoscenza, l’esperienza può completare la ricerca, lo studio, ma non si può prescindere da questi ultimi. Il mondo attuale è veloce e sembra che non sia necessario prepararsi ma essere bravi ad improvvisare. Al contrario, secondo me per essere sempre al passo con i tempi bisogna informarsi costantemente e non andare per tentativi. Per fortuna nel nostro paese non mancano i corsi e gli approfondimenti sull’enogastronomia: bisogna informarsi e trovare quelli più adeguati ai propri interessi. 

Progetti per il futuro?

Nei miei cassetti ci sono sempre tanti progetti! Nuove idee per programmi televisivi, un importante collaborazione con una grande azienda di elettrodomestici per la cucina, un libro di ricette che conciliano il buono e il sano, in uscita in autunno, e naturalmente, un nuovo oliveto, un impianto semi intensivo per produrre l’olio Tor de’ Sassi del futuro!

Autore: Foodscovery

Foodscovery è il mercato online che permette a chiunque di poter ordinare tesori dell’enogastronomia direttamente dai piccoli produttori custodi delle tradizioni locali.

Il progetto Foodheroes nasce dalla community di piccoli produttori, ristoratori, consumatori consapevoli e tutti coloro i quali condividono i nostri valori e che ogni giorno sono attivi per preservare la sostenibilità del mondo agroalimentare locale.

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