L’hamburger non è una bistecca – i pericoli della cottura al sangue

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Aumenta il numero dei fast-food, dei ristoranti che propongono cucina internazionale e delle tavole calde che tra le offerte del loro menù propongono il classico hamburger, preparato con carne trita schiacciata e pressata come una polpetta.

Come cuocere questo particolare tipo di carne?

La domanda ricorrente, quella che tutti si pongono, è stata risolta in parte da uno studio condotto da Food Standards Agency, l’agenzia britannica per la sicurezza alimentare.

“Un hamburger non è una bistecca”, questo lo slogan che ha accompagnato il progetto, basato sui grandi rischi microbiologici legati all’insufficiente cottura degli hamburger.

Il pericolo è quello di contrarre gravi infezioni provocate dai batteri del genere Salmonella oppure Escherichia coli O157, un patogeno che causa diarrea emorragica e in alcuni casi può provocare una gravissima sindrome emolitico uremica (soprattutto nei bambini).

A differenza delle bistecche, i quali batteri sono localizzati solo sulle parti esterne e vengono uccisi durante la cottura su una superficie rovente, nel caso dell’hamburger, la percentuale di pericolo è nettamente superiore poiché i batteri possono essere presenti sia all’interno che all’esterno.

Le carni utilizzate per gli hamburger, ottenute da carni provenienti da diversi tagli o da differenti tipi di animali, possono contenere batteri in tutte le loro parti, maggiormente se queste sono trite, poiché con la riduzione in piccoli pezzi, se ne provoca la riproduzione.

La soluzione per neutralizzare i batteri nocivi ed eliminare gli eventuali rischi, è quello di cuocere gli hamburger fino alla scomparsa di ogni traccia di sangue o di carne rosa, specialmente nella zona interna,  ma solo questo non basta.

Si potrebbe optare per una cottura maggiore rispetto al tempo consigliato delle carni ma il metodo migliore è quello di misurare con un termometro da cucina la temperatura raggiunta internamente alla carne: quando il termometro  raggiungerà i 72°C, basterà lasciar cuocere per altri 2 minuti l’hamburger. Solo allora potremmo degustare un hamburger sano e  in tutta sicurezza.

Per una versione ancor più golosa, basterà cuocere sulla sua superficie, per gli ultimi minuti, una fetta di formaggio, lasciando che questa si sciolga o altrimenti optare per un uovo cotto al tegamino ed adagiato sulle carni, per una preparazione ancora più street e perfetta da mangiare non solo con gli occhi!

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Autore: Foodscovery

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