Grani antichi: grano Timilia

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Il grano “Timilia” o “Tumminia” è una varietà antica di grano duro con cariosside scura.

È un grano a ciclo breve in quanto raggiunge la maturazione in circa 3 mesi e la sua semina è tardiva poiché, rispetto agli altri grani che principalmente prevedono una semina autunnale, il Timilia viene seminato a marzo nelle zone collinari – ed è per questo che viene denominato anche marzuolo –  o a gennaio nelle zone marittime. Per questa sua caratteristica, il Timilia era considerato particolarmente prezioso soprattutto quando si verificavano autunni particolarmente piovosi che pregiudicavano l’attecchimento delle altre varietà di grano.

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Conosciuto con il nome di Trimenaios fin dall’epoca dei Greci, questo grano è di facile coltivazione ed è particolarmente resistente alla siccità. Attecchisce e matura soprattutto in zone con clima caldo e secco ed è per questa ragione che conobbe una grossa diffusione nei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. In Italia la sua coltivazione si diffuse particolarmente in Sicilia, grazie al clima congeniale per la crescita di questo frumento. Ma veniva apprezzato e coltivato anche in Portogallo, in Spagna e nell’Africa settentrionale. A testimonianza della sua importanza, l’agronomo tedesco Hugo Werner raccolse, in un trattato scientifico, le varie denominazioni con cui questo grano veniva chiamato nei Paesi dove veniva maggiormente apprezzato e coltivato: se in Sicilia veniva chiamato Timlia o Tremelia, a Napoli lo chiamavano Tumminia, in Spagna Tremesino, in Francia Trimenia de Sicile e in Germania Dreimonatweizen, che tradotto significa grano dei tre mesi.

La coltivazione di questa varietà di grano ebbe il suo apice in Sicilia nella prima metà del XX secolo ma già nella seconda metà del secolo, l’avvento delle nuove tecnologie applicate all’agricoltura e la diffusione delle colture di massa, che prediligono una grande resa alla qualità e genuinità delle diverse varietà di grano, si è assistito all’abbandono quasi totale della coltivazione di questo biotipo che ha rischiato quasi l’estinzione.

È solo grazie alla risvegliata sensibilità del consumatore verso un tipo di alimentazione più autentica e più naturale, che molti agricoltori, soprattutto siciliani, hanno potuto riprendere a coltivare il grano Timilia. Tra le tante qualità di questa varietà di frumento, infatti, troviamo anche una naturale resistenza all’attacco di parassiti che rende quasi del tutto inutile l’utilizzo di prodotti chimici per la sua coltivazione rendendola quasi al 100% biologica, senza un particolare impegno da parte dei coltivatori.

La sua macinatura viene fatta a pietra, nel rispetto della tradizione, che così produce una farina integrale sana, ricca di oligoelementi, con un alto valore proteico ed un bassissimo indice glutinico.

Con questa farina, particolarmente adatta per la panificazione, si produce l’apprezzatissimo Pane nero di Castelvetrano, che trae la sua denominazione dall’omonimo paesino della provincia di Trapani. Famoso per la sua fragranza ed il suo profumo, questo pane riesce a rimanere morbido e saporito per diversi giorni, proprio come il pane di una volta.
Anche la pasta prodotta con la farina di Timilia è molto pregiata ed il suo sapore deciso si sposa bene con sughi di carattere, proprio come quelli della tradizione siciliana.

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Autore: Foodscovery

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