Funghi: tipologie e caratteristiche

 

 

Dal termine latino fungus e da quello greco mykés derivano rispettivamente le parole fungo e micologia, che è la scienza che si occupa dello studio dei funghi.

I funghi sono organismi appartenenti al regno dei vegetali che non sono in grado nutrirsi in modo autonomo e di conseguenza la loro vita è subordinata alla convivenza con altre piante o organismi dal quale traggono il loro sostentamento. Sono composti per la maggior parte di acqua (in media 88%), idrati di carbonio, sostanze azotate, cellulosio, ceneri e grassi (0,4%) e sono considerati un alimento completo in quanto ricchi di sostanze nutritive.

Tipologie di funghi
La specie dei funghi è numerosissima, se ne contano addirittura circa 100.000 tipi, di cui molti sono commestibili e costituiscono un alimento prelibato, facilmente digeribile e con un ottimo apporto energetico. Tra le specie commestibili più comuni troviamo:

Chiodini, Armillaria mellea
Questi funghi commestibili crescono in gruppi di numerosi composti solitamente da 10 a 30 individui, solitamente alla base di alberi morenti come gelsi, salici, querce ed abeti. I chiodini più apprezzati sono quelli che crescono alla base dei salici, dei pioppi e delle querce. Da crudi non sono commestibili e possono essere consumati solo dopo un abbondante periodo di cottura. I chiodini sono comunissimi in tutte le zone d’ Italia dove fanno la loro comparsa in autunno, soprattutto nelle zone particolarmente umide.

Finferli o Gallinacci, Cantharellus cibarius
Sono uno dei funghi più diffusi ed apprezzati. Vive comunemente nei boschi di conifere e di latifoglie, con preferenza per i querceti ed i castagneti. Compare solitamente all’inizio dell’estate e si può raccogliere fino ad autunno inoltrato. È un fungo molto saporito e versatile in cucina ed è per questo che, insieme ai porcini, è considerato una vera prelibatezza.

Ovulo buono, Amanita caesarea
È uno dei funghi più prelibati e ricercati, a polpa bianca e sapore raffinato, cresce nei boschi soleggiati di castagno, querce e nocciolo. Il suo nome descrive la forma che il fungo presenta allo stadio iniziale della crescita, quando, racchiuso completamente in una membrana bianca assomiglia ad un uovo. Lo si trova un po’ in tutta Italia in estate ed in autunno. Facile da riconoscere da adulto, da non cogliere assolutamente quando ancora chiuso. È considerato da molti come il miglior fungo commestibile, lo si può consumare sia cotto che crudo.

Porcino comune, Boletus edulis
È il più noto ed apprezzato tra i funghi commestibili. È caratterizzato da un cappello carnoso a forma circolare che può raggiungere un diametro di 30 cm di colore castano/bruno con numerose sfumature, a seconda del luogo di provenienza. Originario dei boschi di conifere, sotto querce, castagni, faggi, pini e cresce anche nei prati di montagna.

Prataiolo, Agaricus campestre
Uno dei funghi commestibili più comuni ma ne esistono molte varietà che differiscono in colori e dimensioni e non sempre è facile distinguere la varie specie. Vive in colonie diffuse nei campi e nei prati fino a 2000 metri di altitudine dove è possibile raccoglierlo dall’estate fino all’autunno. La sua carne bianca dall’odore molto gradevole ne fa un ottimo fungo mangereccio conosciuto ed apprezzato fin dai tempi antichi.

Mazza di Tamburo, Macrolepiota procera
Fungo molto conosciuto ed apprezzato dai raccoglitori grazie delle sue grandi dimensioni (raggiunge i 30 cm sia in altezza che in larghezza) è diffuso in tutta Italia, specialmente nei prati montani, dall’estate all’autunno. Oltre alle dimensioni è degna di nota la prelibatezza della sua carne, soprattutto del cappello che è molto apprezzato in impanatura.

Spugnola rotonda, Morchella rotunda
È un fungo tipico del periodo primaverile. Aprile e maggio sono pertanto i mesi in cui è più facile incontrarla. Cresce nei prati o in prossimità di olmi e frassini e su terreni preferibilmente calcarei. La spugnola è un fungo con sapore delicato che però necessita di essere cotto prima di essere consumato. Il suo nome deriva dal particolare aspetto del suo cappello formato da una sorta di alveoli che le conferiscono appunto l’aspetto di una spugna.

Cardarello, Pleurotus eryngii                                                                                                                                                             Questo fungo predilige il clima temperato pertanto è molto diffuso soprattutto nel sud Italia dove cresce spontaneo soprattutto in primavera ed in autunno ma si presta bene anche ad essere coltivato. È conosciuto anche con il nome di Cardoncello e grazie al suo sapore è molto apprezzato e ricercato.

Piopparello, Agrocybe aegerita
È conosciuto anche con il nome di pioppino ed è uno dei funghi commestibili più apprezzati. Cresce dall’inizio della primavera fino all’autunno inoltrato, di preferenza su vecchi tronchi di Pioppo e soprattutto in presenza di tempo umido, solitamente qualche giorno dopo la pioggia. Il pioppino si presta molto bene ad essere coltivato ed è possibile ottenere buoni risultati anche in ambito domestico. Si conservano bene anche sott’olio ma sono particolarmente adatti ad essere consumati in zuppe, risotti e sughi per la pasta.

Orecchione o Gelone, Pleurotus ostreatus
Il Pleurotus ostreatus è conosciuto in Italia con vari nomi come orecchione, gelone, fungo ostrica, orecchietta. Cresce in gruppo sui ceppi e sui tronchi di diversi alberi di latifoglie prediligendo i salici i gelsi ed i pioppi. L’orecchione compare in colonie dall’inizio dell’autunno fino all’inverno inoltrato. Questo fungo, infatti, non teme le temperature rigide e resiste bene alle gelate dell’inverno. Da qui il nome di gelone. È possibile trovare Pleurotus ostreatus un po’ in tutte le zone d’Italia e si presta ad essere cucinato in vari modi ma ha bisogno di un tempo di cottura più lungo rispetto agli altri funghi a causa della sua carne molto dura e tenace.

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Autore: Foodscovery

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