Esiste una alternativa agli allevamenti intensivi di animali?

Allevamento intensivo

Mai come in questi ultimi anni il tema del benessere animale e dei consumi di carne è stato così al centro dell’attenzione dei media. Ormai è evidente che il sistema attuale di produzione della carne negli allevamenti intensivi costituisca un problema di carattere sia etico che ambientale.

Potrebbe sembrare paradossale ma è stato accertato che per produrre biocarburanti si utilizza meno terra di quella che viene utilizzata per coltivare prodotti agricoli destinati ad essere convertiti in mangime per gli animali da allevamento. Durante la conversione in mangime e poi in derivati degli animali (carne, latte uova, formaggi) questi prodotti, che da soli basterebbero a sfamare circa 3 miliardi di persone, perdono il 70% delle loro calorie.

Il cuore del problema è costituito da un eccessivo consumo di carne che sta diventando sempre più insostenibile in Occidente e nel resto del mondo.

Se, come previsto, il consumo globale raddoppierà da oggi al 2050, passando da 250 milioni di tonnellate di carne consumati ogni anno a 500 milioni, il sistema attuale è destinato a crollare.

Le possibili soluzioni

È oramai evidente da molti anni che la scelta di relegare gli animali in fabbriche strappandoli dal pascolo, si è rivelata una mossa azzardata e controproducente in termini di salute dell’animale animale, degli esseri umani e dell’ambiente.

Riportare gli animali al pascolo significa farli diventare nuovamente parte di un sistema agricolo più naturale. In alcune fattorie degli Stati Uniti è stata sperimentata la rotazione nel pascolo: prima pascolano i bovini che mangiano l’erba più alta, poi le pecore che invece amano l’erba più corta ed infine le galline che mangiano principalmente insetti e sassolini oltre quel che resta dell’erba. In questo modo il terreno viene concimato in modo naturale, non viene sfruttato eccessivamente, viene liberato naturalmente dagli insetti infestanti e gli animali contribuiscono in questo modo a produrre cibo invece che a sottrarlo alla popolazione.

Questa inversione di rotta innescherebbe, inoltre, un circolo virtuoso dove gli animali, che finalmente potrebbero muoversi liberamente all’aperto e cibarsi di erba, sarebbero meno stressati e pertanto si ammalerebbero di meno. Il consumo di antibiotici ad uso veterinario diminuirebbe sensibilmente e con lui il rischio di formazione e di diffusione dei super batteri antibiotico resistenti. Infine si risolverebbe il problema dello smaltimento dei reflui zootecnici, altamente dispendioso per gli allevatori oltre che dannoso per l’ambiente.

Anche noi possiamo contribuire nel nostro piccolo ad avviare questo cambiamento virtuoso del sistema del sistema alimentare globale. Come? Con le nostre scelte individuali ogni volta che ci troveremo a dover acquistare carne. Le regole da rispettare sono poche ma, se attuate su vasta scala, porterebbero enormi benefici.

5 semplici regole

1) Diminuire i consumi di carne, sostituendola con legumi e vegetali.
Il consumo di carne in Occidente è quasi quotidiano. Se tutti noi eliminassimo questo alimento dalle nostre tavole anche solo 1 giorno alla settimana il contributo alla diminuzione della domanda di carne sarebbe enorme.

2) Scegliere una carne di migliore qualità.
Informarsi sull’allevamento di origine della carne che stiamo acquistando ed evitare quella proveniente da allevamenti industriali intensivi apporterebbe un notevole beneficio alla salute ed al benessere degli animali oltre a garantirci una qualità nettamente migliore.
3) Prediligere le razze locali aiuta a supportare la biodiversità oltre che la tipicità delle produzioni locali.

4) Acquistare carne direttamente dagli allevatori effettuando acquisti diretti e/o on line utilizzando siti specializzati ed affidabili.

5) Variare la scelta delle specie animali (avicoli, bovini, caprini, suini, ovini, selvaggina) e consumare anche i tagli più economici come le frattaglie o i tagli meno nobili. In questo modo variamo la nostra dieta e contribuiamo a limitare lo spreco di carne.

Senza dubbio la carne di qualità ha un costo più elevato rispetto a quella proveniente dagli allevamenti intensivi ma è importante essere consapevoli che dietro i costi bassi di questa carne si nascondono altri costi che, in forma diversa, ricadono comunque sull’intera comunità come quelli che sosteniamo per il recupero ambientale dei danni provocati dagli allevamenti intensivi stessi. Allevare gli animali in modo virtuoso e naturale è possibile. Molte aziende agricole hanno accolto questa sfida e con coraggio affrontano la schiacciante competitività delle produzioni di tipo industriale.

Acquistare carne da chi alleva in modo naturale significa sostenere la loro scelta e sostenere questa scelta contribuisce attivamente a restituire il giusto valore a quello di cui ci nutriamo.

Autore: Foodscovery

Foodscovery è il mercato online che permette a chiunque di poter ordinare tesori dell’enogastronomia direttamente dai piccoli produttori custodi delle tradizioni locali.

Il progetto Foodheroes nasce dalla community di piccoli produttori, ristoratori, consumatori consapevoli e tutti coloro i quali condividono i nostri valori e che ogni giorno sono attivi per preservare la sostenibilità del mondo agroalimentare locale.

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