Duccio e la sua storia – 80 anni? Ho avviato la mia azienda biologica

duccio_trattore_foodscovery

Potrebbe essere una delle tante storie della nostra “piccola” Italia rurale, quelle che raccontano il cambio di rotta, del ritorno a ciò che si mangiava un tempo, se non fosse che il nostro Duccio ha iniziato a fare il coltivatore biologico a ottant’anni suonati. C’è chi sceglie di godersi la pensione e chi scende nell’orto.

duccio_campi_foodscovery

Se chi era contadino negli anni ’70 quasi si vergognava a dirlo, sempre più frequentemente oggi, invece, in Italia sembra verificarsi l’esatto contrario, con sempre più persone (tantissime fra loro giovani) che scelgono, con orgoglio, di “ritornare alla terra”, e che lo fanno sulla base di un approccio che utilizza pratiche produttive alternative a quelle di un recente passato, più rispettose dell’ambiente e, di conseguenza, più salutari (per i produttori ed i consumatori) e più sostenibili.

Ed il “veggente” Edoardo Moglia, per tutti Duccio, è fra questi, vero e proprio “pioniere” di un modo “diverso” di produrre alimenti e di approcciarsi alle risorse naturali, in linea con le tendenze che in forma crescente caratterizzano i modelli di produzione e consumo degli alimenti nei paesi occidentali. Un modello non più basato su schemi e logiche “industriali”, invasive e distruttive, ma piuttosto fondate sui cicli ed equilibri tipici della natura, come quelle seguite per millenni anche nella valle da cui Duccio proviene.

La sua storia: dal 2000, anno in cui terminò la sua carriera trentennale di Direttore dell’Hotel Fini di Modena, per tornare da pensionato definitivamente al suo paese natale dell’Alta Valle del Taro (a Bedonia, in provincia di Parma), Duccio non si è mai fermato: mentre provvedeva alla ristrutturazione di un fabbricato storico in centro paese, ha prima creato e gestito il Centro Polifunzionale “Valsana”, per poi passare alla coltivazione, in via sperimentale, di ortaggi, nella proprietà di famiglia.

Quest’ultima attività, fra le tante seguite con giovanile passione, lo ha talmente entusiasmato da fargli acquistare, nel 2013, un grande podere semi-abbandonato sul lato destro del fiume Taro, giusto sotto il bellissimo castello di Compiano, per cimentarsi come produttore biologico. L’impresa gli riuscì talmente bene (come tutte le altre, d’altronde), da diventare, in soli tre anni, uno dei produttori di punta del biologico ortofrutticolo dell’Alta Val Taro.

Niente di che, si obietterà, se non fosse che il nostro “contadino” ha ormai 85 anni suonati!

Se la passione “c’è di suo”, l’orgoglio è di chi è cosciente di fare qualcosa di positivo e di utile per il territorio montano dove è nato e cresciuto, per troppo tempo ferito da politiche di sviluppo che nel tempo si sono rivelate tutt’altro che sostenibili. La strada da lui caparbiamente intrapresa, con inesauribile entusiasmo, cronico ottimismo ed irresistibile simpatia, assieme ad un crescente numero di imprenditori (locali e non), sarà, indubbiamente, lunga e difficoltosa, ma indispensabile per le Alte Valli del Taro e del Ceno.

paese_foodscovery

Sintomatiche, in tal senso, le parole che lo stesso “Consorzio Love Taro & Ceno” ha voluto usare nella targa di riconoscimento a lui accordata durante il recente Simposio sui nuovi trend di sviluppo sostenibile di queste due valli:

< Un premio alla “freschezza” di idee, alla “genuinità” degli intenti, alla “sostenibilità” dei risultati di un “giovane dentro” >.

foto e testo di esvaso.it

Si ringrazia esvaso.it per aver portato alla nostra attenzione questa bella e genuina storia, per l’articolo e per il contributo fotografico.

 

Autore: Foodscovery

Foodscovery è il mercato online che permette a chiunque di poter ordinare tesori dell’enogastronomia direttamente dai piccoli produttori custodi delle tradizioni locali.

Il progetto Foodheroes nasce dalla community di piccoli produttori, ristoratori, consumatori consapevoli e tutti coloro i quali condividono i nostri valori e che ogni giorno sono attivi per preservare la sostenibilità del mondo agroalimentare locale.

Facebook Commenti