Crostacei e galateo: un’accoppiata difficile ma non impossibile

crostacei

La parola galateo trae origine dall’opera scritta di Monsignor Giovanni Della Casa, pubblicata postuma nel 1558 e intitolata “Galateo overo de’ costumi”. In questo trattato vengono elencate tutte le norme, fino ad allora mai scritte, sul comportamento e sui costumi che un uomo di classe agiata doveva seguire.

Ad oggi il galateo così come descritto da Monsignor Della Casa può apparire sicuramente anacronistico. I costumi si sono evoluti, la società è cambiata e l’etichetta è in continua evoluzione. Tuttavia se la sostanza è mutata, lo scopo del galateo resta sempre lo stesso: il rispetto di alcune norme comportamentali è fondamentale per una società più armoniosa e per il benessere di tutti.

Il galateo a tavola

I crostacei sono sicuramente una delle pietanze più apprezzate dagli amanti del pesce, peccato che risultano i meno semplici da pulire e mangiare a tavola, almeno secondo il galateo. Le buone maniere a tavola ci dicono, ad esempio, che per pulirli e mangiarli si debba necessariamente utilizzare forchetta e coltello, la qual cosa diventa fonte di preoccupazione e dubbi per chi è assolutamente a digiuno di quali siano i consigli del galateo in merito.

A tal proposito abbiamo raccolto un piccolo elenco di regole da seguire per poterci orientare meglio ed affrontare la pulizia dei crostacei con più serenità in occasione di cene o pranzi formali ed importanti.
Per prima cosa bisogna ricordarsi di utilizzare sempre le apposite posate: forchette classiche o forchettine a due rebbi dritte o ricurve, coltello a spatola, pinze (o schiaccianoci) per il carapace e le chele di astici, aragoste e granchi.

  1. Prima regola: il guscio non si mangia mai. Potrebbe sembrare ovvio ma sempre meglio ricordarlo;
  2. Se i crostacei vengono serviti in tavola già spolpati e ricomposti nelle loro corazze usare il coltello a spatola come fermo per il carapace e la forchetta apposita per il pesce per portare la polpa alla bocca (mail il contrario);
  3. Se l’astice e l’aragosta vengono serviti interi bisogna utilizzare le pinze apposite e le forchettine a due rebbi o a rebbi ricurvi. Una volta aperto il carapace con le pinze si può estrarre la polpa con le forchettine;
  4. La polpa di granchio va estratta dal guscio con la forchettina dalla punta ricurva ed il coltello a spatola. Le chele di granchio vanno rotte con la pinza. La polpa all’interno delle chele di granchio si estrae con la forchettina a due rebbi dritta;
  5. Gamberi, gamberoni e mazzancolle si mangiano sempre con le posate da pesce, facendo perno sulla forchetta per tenere il crostaceo fermo e togliendo con il coltello l’involucro esterno. Se il guscio si rompe o si spezzetta non succede niente, l’importante è che la polpa venga rimossa con il coltello e che venga portata alla bocca con la forchetta. Le teste di gamberi o gamberoni sono ottime ma nelle occasioni ufficiali va assolutamente evitato di staccarle dal corpo e succhiarne l’interno. Si può comunque estrarre un po’ di polpa ma sempre con l’aiuto delle posate;
  6. Anche il carapace degli scampi si può rompere, all’occorenza, con l’apposita pinza, per poi mangiarne il contenuto con le posate da pesce.

Vi è venuta voglia di crostacei? Non vi resta che prenotare nel vostro ristorante preferito oppure organizzare una deliziosa cena a casa vostra.

Autore: Foodscovery

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