Cosa mangiano i Millennials

I Millennials, ovvero ragazzi nati tra gli anni’80 e il 2000, sono quelli che più di tutti stanno vivendo alcuni dei più importanti cambiamenti della nostra società.
Ad interessarci di più sono i fattori riguardanti il modo di mangiare, in particolare in Italia, che diventano in voga grazie alla novità, sempre tipica dei millennials, dell’uso dei social network e della condivisione.

Molteplici gli studi portati avanti al fine di individuare quale sia stato il processo di evoluzione delle abitudini alimentari dei giovani della nuova generazione e di portare in luce il profondo cambiamento culturale che sta mettendo in crisi l’industria alimentare.

Grazie ai media, c’è infatti più informazione e i giovani d’oggi non credono più ciecamente alle grandi multinazionali ma sono scettici per quanto riguarda la trasparenza nelle lavorazioni. Non si tratta più di una lotta alla Mcdonaldizzazione e alla globalizzazione come avveniva qualche anno fa; i millennials apprezzano e consumano largamente i cibi etnici (la vendita di quinoa, zenzero e curcuma è aumentata rispetto a quella di prodotti mediterranei e i ragazzi preferiscono andare a mangiare o festeggiare con kebab, cibo cinese o sushi piuttosto che da Mcdonald’s), sono informati e ben istruiti e hanno capito che devono prendere provvedimenti per tutelarsi dal cibo prodotto con procedimenti che danneggiano l’ambiente e l’organismo umano.

Controllano le etichette per scovare olio di palma, coloranti o addittivi chimici e per assicurarsi di conoscere origine e tracciabilità del prodotto, come e dove è stato lavorato.

E’ aumentato conseguentemente il consumo dei prodotti  BIO, è drasticamente calato il consumo di carne, sia per motivi etici che salutari. Sedici milioni di italiani nel 2015 hanno infatti ridotto la loro assunzione di carne, mentre vegani e vegetariani sono aumentati dal 6% all’8% della popolazione.

La risposta della ristorazione non manca e nascono attività a tema “veg” e BIO, mentre in quelle già esistenti si aggiungono menù tematici per soddisfare ogni richiesta e si rendono disponibili le certificazioni di provenienza dei prodotti.

E’ importante mettere in evidenza il fatto che questo cambiamento non sia soltanto di origine sociale e legato a cambiamenti di tipo culturale ma che sia anche una risposta alla crisi economica.

Anche se non tutti gli analisti sono d’accordo, si crede che vivendo la crisi economica i giovani vedano la società come incapace di risolvere i problemi sia vecchi che nuovi, e questo avrebbe portato a sostituire la dieta mediterranea con i cibi definiti dal Censis come  “artefatti”, “iperelaborati” e “a basso contenuto di nutrienti”.
Il Censis nota quindi in questi dati il collegamento tra ciò che si consuma e il reddito, la classe sociale di appartenenza.

Non a caso nelle regioni meridionali più povere si riscontra una situazione e delle abitudini alimentare differenti rispetto a quelle del nord. Al sud il consumo dei prodotti controllati e certificati BIO non è ancora cosi frequente; in compenso però la maggior attitudine all’autoproduzione di frutta e verdura e la varietà di prodotti disponibili grazie alla posizione geografica e al clima, provano a compensare questo squilibrio. Inoltre c’è da sottolineare il fenomeno del ritorno all’agricoltura proprio di questa generazione, che ha saputo farlo con un approccio più consapevole, moderno ed informato rispetto alle precedenti.

Il forte desiderio di tornare alle origini di un’alimentazione sana e fortemente attaccata alle tradizione, ha toccato in egual misura ogni regione d’Italia.

Autore: Foodscovery

Foodscovery è il mercato online che permette a chiunque di poter ordinare tesori dell’enogastronomia direttamente dai piccoli produttori custodi delle tradizioni locali.

Il progetto Foodheroes nasce dalla community di piccoli produttori, ristoratori, consumatori consapevoli e tutti coloro i quali condividono i nostri valori e che ogni giorno sono attivi per preservare la sostenibilità del mondo agroalimentare locale.

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