Come evitare lo spreco alimentare? Impariamo ad interpretare la data di scadenza

Oggi più che mai, l’imperativo da assumere relativamente al cibo che quotidianamente consumiamo dovrebbe essere quello di evitare il più possibile gli sprechi alimentari. Potrebbe sembrare banale ma, la prima cosa da imparare a fare per evitare gli sprechi è imparare a leggere la data di scadenza riportata in etichetta.

Ecco alcuni consigli utili per mangiare senza sprechi, ma anche senza rischi per la salute.

 

“Da consumarsi preferibilmente entro”

Questa indicazione viene riportata per lo più su cibi secchi o liquidi (succhi di frutta ed olio). In questo caso la data indicata sulla confezione indica il termine minimo di conservazione. Superato questo termine l’alimento comincia a perdere le sue qualità nutrizionali e le sue caratteristiche organolettiche ma resta ancora commestibile, a patto che siano stati rispettati i consigli di conservazione indicati normalmente in etichetta.

Il tonno in scatola, ad esempio, è ancora mangiabile anche uno o due mesi dopo il termine indicato sulla confezione. Il pesce e la carne surgelati sono ancora commestibili fino a 2 mesi dopo la scadenza del termine. I succhi di frutta possono essere bevuti fino a 6 mesi dopo mentre l’olio può essere consumato ancora per 1 anno dopo che sono trascorsi 18 mesi dall’imbottigliamento. La pasta ed il riso resistono ancora per 2 mesi mentre i biscotti cominciano a perdere la loro fragranza dopo 1 mese dalla scadenza del termine.

 

“Da consumarsi entro il”

Questa indicazione viene riportata su prodotti alimentari preconfezionati che vanno incontro a una rapida deperibilità quali, per esempio, pasta fresca, carni fresche, formaggi freschi, latte e prodotti caseari freschi, insalata in busta e prodotti ittici freschi ed indica la data entro la quale il prodotto deve essere necessariamente consumato. L’etichetta di questi alimenti, inoltre, deve riportare obbligatoriamente le condizioni di conservazione.

Superata la data di scadenza, il consumo di questi alimenti può essere nocivo a causa della proliferazione dei batteri. È per questo motivo che la legge ne vieta la vendita oltrepassata tale data.

Gli alimenti che fanno eccezione
Come è facile intuire c’è quindi una sostanziale differenza fra la dicitura “da consumare entro” e “da consumarsi preferibilmente entro” e la regola vorrebbe che i prodotti di rapida deperibilità (da consumare entro) vengano gettati tra i rifiuti una volta scaduti, ma in alcuni casi questo termine non è perentorio. Vediamo quali:

Lo yogurt può essere consumato fino ad una settimana dopo la scadenza, anche se le sue proprietà nutritive risulteranno ridotte a causa della diminuzione dei fermenti lattici. Per quanto riguarda invece le proprietà organolettiche, la perdita è praticamente irrilevante.

Il latte fresco: la data di scadenza del latte fresco pastorizzato e di quello di alta qualità cade, per legge, nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico. La data di scadenza del latte microfiltrato fresco pastorizzato è invece stabilita nel decimo giorno successivo a quello del trattamento termico. Oltrepassate queste scadenze è consigliabile astenersi dal consumo di questi prodotti, anche se alcuni affermano che un superamento della data di scadenza di uno o due giorni non dovrebbe creare problemi.

Formaggi stagionati e a pasta dura: oltrepassata la data di scadenza tendono a formare un po’ di muffa. In questo caso è sufficiente rimuoverla accuratamente per poterli consumare senza pericolo.

Formaggi freschi: alcuni formaggi freschi come la robiola o la ricotta, in particolare, sono alimenti molto delicati: se il frigo di casa non rispetta le temperature di conservazione (4°C) avviano rapidamente un processo di alterazione organolettica anche qualche giorno prima della data di scadenza indicata in etichetta. Il degrado sensoriale, in questi casi, è evidente anche se non è accompagnato da un incremento del numero di batteri tale da rendere questi alimenti pericolosi per la salute. Pertanto se il frigo di casa non rispetta la temperatura di 4°C oppure se la catena del freddo è stata interrotta per un lungo periodo di tempo (1 giorno) il consiglio è quello di consumare questi formaggi qualche giorno prima della data di scadenza.

Per le uova bisogna stare attenti. Per alcuni si possono mangiare anche 2 o 3 giorni dopo la data di scadenza ma la legge fissa la scadenza perentoria entro i 28 giorni dalla deposizione. Dopo questa data, infatti, le membrane interne cominciano ad alterarsi ed aumenta il rischio di intossicazione da salmonella. Se si necessita di uova crude per la preparazione di salse o creme il consiglio è quello di utilizzare solo uova freschissime individuabili dalla dicitura “extra” apposta sull’etichetta.

Il Salmone fresco affumicato ed affettato in genere scade dopo 30-40 giorni dalla data di confezione. È uno dei prodotti più delicati a causa della facile contaminazione da Listeria. Il consiglio è quello di consumarlo qualche giorno prima rispetto alla data di scadenza in quanto è un alimento soggetto all’attacco dei batteri.

I Salumi affettati in busta in atmosfera modificata è meglio consumarli entro la data di scadenza per evitare un’intossicazione da Listeria. Il periodo consigliato dai produttori varia da 30 a 60 giorni dalla data di confezione ma molto dipende dalla lavorazione, dall’umidità e dal tipo di salume o di insaccato.

Il pesce e piatti surgelati in genere possono essere consumati, se ne è prevista la cottura, anche fino a 2 mesi dopo la scadenza: l’importante è che la loro conservazione sia avvenuta correttamente. Al più si potrà constatare un leggero decadimento delle proprietà organolettiche. Nel caso in cui il pesce deve essere consumato crudo, invece, è importante attenersi alla data di scadenza e non superarla altrimenti ci si espone al rischi di contrarre la listeriosi.

In particolar modo per i cibi freschi bisogna inoltre ricordare che, durante i mesi estivi, il caldo può agevolarne la deperibilità per cui il consiglio è quello di anticipare il consumo di qualche giorno rispetto all’indicazione di scadenza.

Autore: Foodscovery

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