Cosa è l’agricoltura biodinamica?

Per agricoltura biodinamica si intende una pratica agricola basata sul principio che la terra e tutto quello che da questa o sopra di questa si genera e cresce, fa parte di un unico sistema armonico e costituisca un vero e proprio organismo vivente a sua volta contenuto in un organismo più grande che è il cosmo intero e che, pertanto, soggiace alle sue influenze.

Compito dell’agricoltore biodinamico, è quello di imparare a conoscere queste influenze ed utilizzarle in agricoltura in modo che da rendere il terreno più fertile e vitale e, di conseguenza, il cibo che ne deriva, più buono e salubre.

Perché, poi, la terra possa produrre alimenti genuini e qualitativamente superiori è necessario che l’azienda biodinamica riesca a svilupparsi e muoversi come un unico individuo dove, ogni organo partecipa alla funzionalità dell’intero sistema.

In questo modo ogni pianta, ogni animale, ogni insetto, ogni fonte d’acqua dell’azienda contribuisce, grazie all’azione coordinatrice dell’agricoltore, ad attivare la vita nella terra, arricchendola di nutrimento, di humus. Una volta assorbito il necessario, la terra potrà poi cedere il surplus di nutrimento alle piante, favorendone la crescita.

L’agricoltore biodinamico deve essere in grado, inoltre, di valorizzare al meglio le forze del cosmo in modo da migliorare la qualità dei prodotti agricoli al fine di una corretta crescita, sia materiale che spirituale, dell’uomo. Nella biodinamica, infatti, si dà particolare importanza alle influenze lunari, che regolano lo sviluppo delle singole parti della pianta anche a seconda del segno zodiacale in cui transita la Luna. Diventa quindi fondamentale seguire il calendario delle lavorazioni nel quale sono indicati i giorni favorevoli per determinate operazioni agricole come, ad esempio, la semina, la lavorazione del terreno o la potatura.

Uno dei principi fondamentali dell’agricoltura biodinamica è l’esclusione di qualsiasi innovazione scientifica o tecnologica collegabile alla rivoluzione verde.

In linea generale, i tre principi fondamentali della biodinamica possono essere così sintetizzati:

1) mantenere la terra fertile;
2) rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti;
3) produrre alimenti di qualità più alta possibile.

L’agricoltura biodinamica nasce ben prima dell’agricoltura biologica. Quest’ultima, anzi, può essere considerata come una sua semplificazione. Il suo ideatore è l’austriaco Rudolf Steiner, padre fondatore dell’antroposofia, una concezione olistica del mondo che, nei primi anni del 900, era riuscita a conquistare numerosi adepti portando un’ondata di rinnovamento in numerosi campi scientifici come la medicina, la pedagogia e l’arte.

L’agricoltura fu l’ultimo settore a cui Steiner si dedicò prima di morire e lo fece su richiesta di alcuni agricoltori preoccupati per la perdita di sapore e di qualità dei propri raccolti in seguito all’utilizzo e l’applicazione dei metodi di coltivazione introdotti dalla rivoluzione verde, tra cui l’utilizzo del concime e disinfestanti chimici. Fu così che Steiner tenne 8 lezioni a Koberwitz, nel 1924, il sui tema centrale era la corretta fertilizzazione della terra al fine di migliorare la qualità degli alimenti destinati a nutrire l’uomo.

Le lezioni erano piene di consigli pratici, in parte molto dettagliati e in parte appena accennati, dove Steiner traccia a grandi linee la teoria alla base della sua nuova agricoltura il cui fulcro era rappresentato dalle indicazioni per la preparazione di un concime di massimo rendimento e per la lotta contro le malattie ed i parassiti delle piante.

Compostare e usare i preparati sono due momenti fondamentali di questo processo. A differenza dell’agricoltura biologica, la agricoltura biodinamica prevede, infatti, l’utilizzo di alcuni preparati a base minerale, vegetale e animale detti “preparati biodinamici”. Questi preparati si dividono in due gruppi: preparati da spruzzo e preparati da cumulo. Quest’ultimo, chiamato anche compost, consiste in una mistura di terra, resti vegetali, scarti alimentari, cenere ed acqua.

I preparati a spruzzo vengono dinamizzati (ovvero diluiti in acqua per aumentarne l’efficacia secondo quelli che sono i principi della medicina omeopatica) e distribuiti nel terreno o direttamente sulla pianta; quelli da cumulo vengono integrati al compost per migliorarne la qualità ed il grado di umificazione.
I due principali preparati da spruzzo sono

  • il Cornoletame, o preparato 500, che consiste in letame di mucca maturato e conservato in modo specifico e che, una volta “pronto”, si distribuisce diluito in acqua tiepida accuratamente dinamizzata, direttamente sul terreno. La sua funzione principale è quella di migliorare l’attività microbica del terreno favorendo i processi di umificazione della sostanza organica.
  • il Cornosilice, o preparato 501 che consiste in un impasto di polvere di quarzo purissimo frantumato ed acqua che si spruzza direttamente sulle piante per migliorarne la capacità di assorbimento della luce e la qualità dei frutti.

 

I preparati da cumulo derivano da alcune piante (achillea, camomilla, ortica, tarassaco e valeriana) che una volta preparate e conservate in modo adeguato, vengono mescolate al cumulo per migliorarne la qualità ed il processo di umificazione.

Le certificazioni di agricoltura biodinamica sono rilasciate da un’associazione privata, la Demeter, presente in ben 35 Stati e con 350 produttori nella sola Italia. Inoltre tutte le aziende biodinamiche europee sono soggette al regolamento biologico UE, con la conseguenza che le aziende biodinamiche devono essere anche certificate come biologiche.

In generale i principi non proprio scientifici su cui si fonda l’agricoltura biodinamica, incontrano spesso lo scetticismo e l’incredulità del mondo accademico agricolo che tende a vedere, soprattutto nei preparati e nel calendario, un rimando alla magia e quindi alla sfera dell’irrazionale. Nella pratica, però, le aziende biodinamiche presenti in Europa sono pronte ad affermare l’assoluta efficacia dei metodi di coltivazione biodinamica e chiedono, da tempo, che possa essere fatta ricerca scientifica in merito.

La cosa certa resta che, per i principi che la ispirano, la diffusione della agricoltura biodinamica e dei suoi metodi di coltivazione innalzerebbe notevolmente sia la qualità della vita che la salvaguardia dell’ambiente.

Autore: Foodscovery

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