16 ottobre

Le giornate internazionali ormai sono centinaia, molte davvero significative e utili perché permettono di soffermarci sulle cose e riflettere, alcune più originali invece, come quella dedicata alla lentezza, al sonno, alle zone umide, al backup del PC.

Il 16 ottobre è stata la giornata mondiale del cibo.

Cos’è per voi il cibo? Pensateci un secondo.

Facendo il cuoco, questa domanda mi viene posta spesso e recentemente sono stato invitato a dare la mia testimonianza in occasione delle collaborazioni con due Onlus che stanno portando avanti due progetti diversi che affrontano il tema della malnutrizione secondo i rispettivi punti di vista: quello che affligge i paesi poveri dell’Africa e Asia e quello che promuove una corretta educazione alimentare tra i ragazzi italiani.

Quello che mangiamo in termini di qualità, come mangiamo in termini di atteggiamento come gli sprechi che generiamo, è sempre più sintomatico della nostra educazione e cultura, non solo alimentare.

Non siamo gli unici ad avere il diritto all’alimentazione, siamo solo capitati dalla parte giusta del Mondo e abbiamo quindi un dovere, quello di non sprecare.

Da un’altra parte  del Mondo infatti, 821 milioni di persone soffrono la fame a causa della siccità, della mancanza di risorse o perchè l’assediamento delle città che impedisce l’approvvigionamento di cibo e acqua è diventato ormai una vera e propria tecnica di guerra.

Ritorno quindi alla domanda iniziale, cos’è per me il cibo.

Mi sono trovato a scriverlo su un foglio a forma di piatto,  sintetizzandolo in 3 parole: Speranza, Compassione e Responsabilità.

 

La malnutrizione nei paesi occidentali è uno schiaffo a centinaia di anni di cultura alimentare, di studi, di soldi spesi in istruzione, in medici e, non per fare retorica, a quei 821 milioni di persone di cui leggiamo sui giornali e che, a furia di vedere in video, ormai non smuovono nemmeno più la coscienza, tanto ne siamo assuefatti.

Ecco allora che ci serve la Compassione, la partecipazione ai sentimenti altrui che poi porta alla solidarietà. Ci dobbiamo rendere conto di fare parte di un sistema, capire le conseguenze delle nostre azioni sull’intero sistema e renderci attivi per dare il nostro piccolo contributo nei fatti. Ristoranti contro la fame, giusto per citare un esempio a me molto vicino, è un bel progetto che tutti possono supportare semplicemente ordinando un piatto solidale in uno dei ristoranti o pizzerie che partecipano alla Campagna.

Aderire a questi progetti come ristoratore è un atto di impegno di sensibilizzazione molto importante. Oggi i cuochi sono chiamati a svolgere questo lavoro con considerazione costante rivolgendo il proprio sguardo verso l’altro.

I nostri nonni e genitori non ci avrebbero permesso di consumare un pasto in maniera sconsiderata, proprio perché avevano conosciuto la fame o la malnutrizione e di conseguenza nutrivano per il cibo un forte rispetto.

Poi siamo arrivati noi e, non me ne vogliate, ma con il boom economico abbiamo iniziato a vedere il cibo sempre di più in ottica consumistica e superficiale.

Parlo con molti ragazzi oggi che prendono le distanze da queste modalità e che capiscono quanto il cibo influenzi la nostra vita e quella del mondo ed è giusto ascoltarli e lavorare con loro verso un’idea di cucina sana e gustosa.

“Fare formazione” è un tema molto importante e insieme all’Associazione italiana Ambasciatori del Gusto ci siamo impegnati in un piano triennale a sostegno della scuola alberghiera di Amatrice a seguito dei danni del terremoto che ha colpito il centro nell’agosto 2016. Il progetto consiste in un ciclo di percorsi formativi d’eccellenza che vede gli Ambasciatori del Gusto impegnati in prima linea nell’attività didattica per gli allievi del Centro di Formazione di Amatrice nella sede provvisoria di Rieti e per questo sono stati creati dei moduli tematici che comprendono attività teoriche e pratiche, in cui viene sfruttato al meglio il contributo dell’Associazione.

Domenica 28 ottobre avremo il piacere di preparare una cena di Raccolta fondi qui a Milano e per quelli che riusciranno a partecipare sarà senz’altro un bel momento di condivisione.

Insieme ad altri Ambasciatori del gusto, ad Helpcode e all’ospedale Gaslini di Genova, stiamo anche lavorando su un progetto che è stato simpaticamente chiamato Ricette golose per giovani chef “ e che mira alla realizzazione di un ricettario che risponda a questa esigenza,  quella di promuovere una corretta educazione alimentare tra i ragazzi.

Impariamo quindi a presentare gli alimenti ai nostro figli in maniera divertente, che sia frutta, legumi, carne e pesce e non facciamoci scoraggiare dalla prima difficoltà, pensando che uno snack o cibo “spazzatura” e all’apparenza invitante sia la soluzione immediata, perché quello sarà l’input che daremo alle nuove generazioni e che entrerà a far parte della loro idea di alimentazione.

Non eccediamo nemmeno nell’impedire ai bambini di sperimentare, di divertirsi con il cibo, creando in loro un’ idea opposta, perché una dieta sana è varia ed equilibrata e non esclude gli alimenti a prescindere.

Serve quindi maggiore informazione e serve un po’ di buon esempio.

Riconoscere il proprio ruolo come individuo e come genitore, prima ancora che come cuoco, è il mio contributo verso la creazione di un bene comune, è la Responsabilità.

Ma alla base di tutto ci vuole Speranza.  Credere che sia possibile lasciare un segno positivo, che la cultura e l’impegno portino verso quel bene comune.

Io sostengo le piccole produzioni che sono un ottimo modo per dare una reale speranza di sviluppo delle economie locali, delle comunità e per questo gli acquisti consapevoli andrebbero sempre privilegiati.

Impara a conoscere il tuo produttore, le persone che producono il tuo cibo o il cibo del ristorante in cui vai a mangiare. E’ vero che le materie prime che uso sono quasi totalmente di produzione italiana ma faccio delle eccezioni, quando il prodotto ne vale davvero la pena.

A breve ad esempio userò della polvere di Moringa, nello specifico una specie coltivata nel Congo tramite la ONGD Mazao, un super food consigliato dall’OMS le cui proprietà sembrano conferirgli anche la potenzialità di migliorare la sicurezza alimentare di quei paesi nel Mondo con minori risorse idriche e alimentari.

Studiare, trovare soluzioni alternative, sostenere le coltivazioni locali, sono dei passi importanti e sappiate che qualsiasi progetto più vicino a voi deciderete di sostenere, farete un grande passo e soprattutto renderete giustizia al cibo, un diritto universale e un bisogno fondamentale a cui va dato il giusto valore.

Cuoco dell’Alleanza Slow food, Ambiasciatore per Expo 2015 e Segretario Generale dell’Associazione “Ambasciatori del gusto”, con il suo punto di vista critico ma sempre costruttivo, condivide riflessioni frutto della sua esperienza trentennale sul campo, appassionando gli amanti del mangiare Bene.

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