terramadre

Prêt à Boire Rouge – 2019

23,00

Bottiglia 750 ml

24 disponibili

Descrizione

Descrizione

Il nome nasce dal concetto del prêt à porté quale alternativa al classico con un occhio di riguardo verso la sostenibilità.
Vino con personalità ed espressione del terroir nato dall’affinamento in serbatoio ovoidale Nomblot, dove questa forma primordiale permette in modo più che naturale la giusta evoluzione del prodotto.
Ideale accompagnamento ad una tartare, agli affettati e formaggi di media stagionatura.
Ingredienti:
Prodotto ottenuto da uvaggio di vitigni: 40% Petit Rouge; 40% Pinot Noir e piccole percentuali di vitigni a bacca rossa tra cui Cornalin e Syrah.

Spedizione & Consegna
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Produttore: Cave Monaja
Chul-kyu nasce a Seul in Korea del Sud l’11 agosto del 1973, ma all’età di 1 anno viene adottato in Italia da una famiglia valdostana. Nella scelta dell’indirizzo scolastico, come tanti ragazzi non aveva ben idea di quale sarebbero state le sue scelte di vita ma dopo aver iniziato gli studi presso l’Institut Agricole Régional di Aosta, decise di indirizzarsi verso il mondo del vino proseguendo ad Alba presso l’Istituto Umberto I. In seguito ad alcune esperienze lavorative nella zona delle Langhe che gli permisero di entrare a contatto con i grandi vini piemontesi ormai famosi in tutto il mondo, riesce a ritornare nella sua regione adottiva, andando a lavorare presso una Cooperativa che gli consentirà negli anni di maturare le proprie competenze. Col passare del tempo cresce il desiderio di veder nascere una propria etichetta. Questo “sogno nel cassetto” inizia a prendere forma nel 2015 con il recupero di piccoli appezzamenti lasciati ad amici da parte di generazioni ormai stanche. Come ama pensare Chul Kyu, questo è il suo piccolo contributo per un domani migliore; strappare all'incolto e all’abbandono questi modesti vigneti familiari è il primo passo nella giusta direzione. Nasce così nel 2018 Cave Monaja. Il nome vuole essere un omaggio al nonno materno, Carlo Alessandro Monaja, Cavaliere della Repubblica che si dilettava a produrre piccole quantità di vino per la famiglia. ll logo invece, nasce dal connubio tra le sue origini asiatiche e il legame al territorio dato dalla famiglia adottiva. L’azienda lavora seguendo un concetto di massimo rispetto per il ciclo naturale della vita adottando tutte le attenzioni applicate alle certificazioni bio come anche una particolare attenzione alla sostenibilità come principio da perseguire in ogni piccola scelta quotidiana. Il cuore dell’azienda è rappresentato da una vite di oltre 300 anni, identificata all’inizio degli anni ’90, nella frazione di Farys in Valle d’Aosta e subito inserita tra le piante monumentali custodite dall’Assessorato Agricoltura della regione Valle d’Aosta. Attorno a questa vite monumentale di Farys, Cave Monaja realizza il suo prodotto simbolo: il Monaja 300. Le uve provengono dai ceppi più antichi dei vari appezzamenti recuperati che assieme alla monumentale di Farys permettono di ottenere 225 litri di questo prezioso AOC Vallée d’Aoste rouge. Il vino viene lasciato 24 mesi in barrique di rovere francese a cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. Da un inizio quantificabile in poco più di 400 mq, si arriva oggi ad una superficie 50 volte superiore, permettendo di affiancare al Monaja 300 anche due prodotti AOC: Foehn - Vallée d’Aoste rouge, ottenuto dai vitigni autoctoni Fumin, Petit Rouge e Vien de Nus e Stau - Vallée d’Aoste blanc, ottenuto da Chardonnay con una piccola quota di Traminer e Muscat e due vini fuori dai canoni della DOC: il Prêt à Boire Blanc e il Prêt à Boire Rouge, lavorati rispettivamente in anfora e serbatoio ovoidale Nomblot. Tutti i piccoli appezzamenti gestiti dall’azienda si trovano nell'area centrale della Valle d'Aosta a un’altitudine compresa tra i 500 e i 1000 metri slm : da qui la definizione di viticoltura eroica. La scelta di lavorare questi blend è stata fatta perché nelle epoche passate, come è tutt’oggi in uso coi vini dei grandi Chateaux francesi, anche in Valle d’Aosta c’era la consuetudine di utilizzare più varietà così da poter apportare e modulare tutte le qualità dei diversi vitigni dando un prodotto finale migliore della semplice sommatoria dei singoli.
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