terramadre

“Aviè” Piemonte DOC Moscato Passito 2015

20,00

Bottiglia 750 ml

8 disponibili

Descrizione

Descrizione

Porto addosso l’impronta dorata di una mano di donna. E’ la carezza di chi mi ha visto crescere. Una promessa che si rinnova ad ogni vendemmia. Mani che si stringono in un gesto semplice e deciso che fa rispettare i patti. Mani che si sfiorano e fremono i giovani sguardi. Avié nella lingua dei saggi vuol dire veglia. Era l’incontro nelle stalle tiepide del fiato degli animali. Si lasciavano fuori il freddo e i “sagrin”, le preoccupazioni e i fastidi. La gente non affidava la visione del mondo alle scatole magiche con telecomandi. I vecchi raccontavano spicchi di vita e favole sinuose. Ai bambini bastava il gioco delle ombre. Oggi la chiamano tradizione. Allora era vita. Conoscersi, parlare, saper ascoltare gli altri. E io mi porto addosso il gusto di quel tempo che rispettava il tempo. Un sapore semplice e ricco di cose buone e vere, da assaporare ad occhi chiusi, come il bambino che, cullato dalle parole dei grandi, sente il sonno arrivare e sognerà di giocare nel sole. Lo stesso sole che colora d’oro i grappoli del moscato. I migliori mi faranno da culla. Serve tempo per vedermi nascere. Ogni anno quella mano tornerà a lasciare l’impronta, per capire e capirmi.

E’ consigliabile servirlo in piccoli calici alla temperatura di 12°C. Appena deliziosamente dolce, si abbina ai formaggi erborinati e ai caprini stagionati, al fegato d’oca, al patè di fegato e di selvaggina. Adatto ad ogni tipo di dessert e alla piccola pasticceria, ma soprattutto è un grande vino da meditazione.
Ingredienti:
VINO MOSCATO PASSITO

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Produttore: Cascina Castlet
Un’azienda è prima di tutto un progetto. E un progetto è un sogno che pian piano prende forma, prima sulla carta, poi sulla terra, e alla fine, per noi, nel vino. Il nostro progetto parte da due idee semplici: rispettare la natura ed essere al passo con i tempi nella tecnologia. Ma semplice non vuol dire facile. Abbiamo dovuto essere tenaci in certi momenti, solidi e con i piedi per terra in certi altri; abbiamo dovuto investire in terre, in tecnologia, e soprattutto in ricerca, e abbiamo ottenuto Cascina Castlèt. Le uve vengono coltivate in 31 ettari di vigna a Costigliole d’Asti. Abbiamo scommesso sulla terra, sulla nostra terra, sui vitigni del luogo: Barbera, Moscato, Uvalino ma anche Cabernet Sauvignon e Chardonnay, quest’ultimo coltivato a Costigliole fin dalla fine Settecento quando il marchese Filippo Asinari di San Marzano lo piantò per la prima volta. Cascina Castlèt appartiene da generazioni alla famiglia Borio. Io, Mariuccia, l’ho ereditata da mio padre nel 1970. Negli anni ho dovuto fare scelte coraggiose anche sul marketing con bottiglie ed etichette suggestive, a volte provocatorie, molto individuali. Un tocco di estro sui nomi dei vini, Passum, Policalpo, Avié, Litina, Goj, Ataj e Uceline: tutti racchiudono un piccolo segreto, un racconto, una storia, che vi invitiamo a cercare di conoscere. “Chi sceglie una bottiglia di Cascina Castlèt ama le cose belle, le cose buone, le cose che fanno sognare”. E’ una questione di etica e di cultura. Per noi etica e cultura significano prima di tutto rispetto dell’ambiente e di chi ci lavora.
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