La famiglia Goio cominciò la sua attività nel campo della coltivazione e produzione di riso nel lontano 1929, quando Ernesto Goio si trasferì dal novarese a Rovasenda, nel cuore dell’area pedemontana alle pendici del Monte Rosa, detta Baraggia Vercellese.
Un territorio particolarmente adatto a un’agricoltura di qualità, grazie ai terreni argillosi e alla presenza delle acque pure che scendono direttamente dal ghiacciaio del Monte Rosa. Nel corso degli anni e con il passare delle generazioni, l’Azienda è cresciuta acquistando nuove terre e continuando a lavorare per promuovere l’eccellenza del riso della Baraggia vercellese, riconosciuto DOP nel 2007.
A maggior garanzia del prodotto, la coltivazione avviene sotto il controllo dell’Ente Nazionale Risi, che insieme al Consorzio di Tutela Del Marchio, vigila sul rispetto delle prescrizioni previste dall’apposito disciplinare di produzione.
I terreni sono gestiti in rotazione colturale con alternanza di riso e soia, per preservare la fertilità naturale e non sfruttare in modo intensivo le terre. Dopo 2 anni di soia, viene risistemato il terreno e si procede alla semina del riso in asciutta a file interrate e non, come si fa normalmente, a spaglio con risaie sommerse.
Questa tecnica consente un minor uso di prodotti chimici e un notevole risparmio d’acqua. Il risultato è un riso di alta qualità, con chicco di minore dimensione in volume, peso, lunghezza, ma con una maggiore compattezza dei tessuti cellulari e una superiore traslucidità.

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